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GEAPRESS – Di certo non sono i famosissimi cani di Pompei. Nessuna trasmissione televisiva si occuperà mai di loro. Morti, nella città dei morti.

Campo rom di via del Pianto. In realtà i rom stanno in via del Riposo, ma non cambia poi molto. Siamo nella città dei morti di Napoli. Un cimitero appresso all’altro.  Tra Poggioreale, l’aeroporto e l’A56, c’è un grande cumulo di rifiuti ed un centinaio di catapecchie in lamiera. Su quei rifiuti vivono un gruppo di cani. Anzi vivevano, dal momento in cui, da circa un mese Claudia Esposito, la volontaria di Napoli, non ha più notizie di loro.

Imprendibili, come sempre, avranno finito per stuzzicare le insofferenze di qualcuno. Dei cagnoloni che vivevano in discarica, a due passi dai palazzoni dell’edilizia cimiteriale ed un deposito di automobili vecchie, non se ne hanno più notizie.

La volontaria è ormai rassegnata. “Sono stanca di denunciare – riferisce Claudia Esposito a GeaPress – ho avvisato e chiesto aiuto a tutti. Dal Comune all’ASL, ma ho solo ottenuto il permesso di prelevare i cani dalla strada per farli sterilizzare“. Più facile a dirsi che a farsi. Quei cani, in realtà, sono imprendibili. Nonostante l’assistenza di un veterinario  e l’uso di alcuni tranquillanti, i cani hanno “l’adrenalina alle stelle” dice Claudia Esposito. Nel frattempo a loro ha pensato qualcuno. Chissà chi e chissà come.

Inghiottiti dall’inedia e dal disinteresse.

A circa un paio di chilometri  vi sono altri due branchi. Uno storico, spiega Claudia Esposito.  Sono arrivati alla seconda generazione ed ogni sei mesi ci sono nuovi cuccioli. Dei nove cuccioli dell’ultima tornata, i volontari sono riusciti a prenderne solo due per farli sterilizzare. Poi c’è un secondo gruppo. Il capobranco è una femmina. Va in giro con altri sei cani, tutti più o meno imparentati. Condividono egualmente lo stesso destino. Essere dimenticati.

Morti, tra i morti dei cimiteri di Napoli. Claudia Esposito è solissima. Non ha neanche un account facebook con il quale, in genere, si aiutano i gruppi che un po’ in tutto il sud Italia, si prodigano per i cani randagi.

Per i cani del campo rom, alla seconda segnalazione di Claudia, qualcuno aveva  risposto. Un intervento tardivo visto che i cani non ci sono più. Per gli altri due branchi, ancora nessuno ha stabilito cosa fare. Speriamo non sia un presagio.

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