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GEAPRESS – “Quando vi chiamiamo dovete intervenire, abbiamo bisogno di voi“. Tra urla e singhiozzi di pianto, questa la frase che si è sentita ripetere più volte nel corso di una drammatica telefonata arrivata in Redazione lunedì sera. La disperazione viene riferita  alle Forze dell’Ordine fermate nella strada di Poggio San Francesco nel territorio comunale di Monreale (PA). Nel posto le volontarie della LIDA.

Da qualche giorno erano scomparsi cinque cani randagi. Sabato scorso gli animalisti avevano però sentito dei latrati provenire  da una casa in genere non frequentata. Subito, riferisce il comunicato diffuso dalla LIDA e dall’UGDA, era partita la segnalazione. Nessuno è però intervenuto.  La stessa cosa  si sarebbe poi ripetuta nella giornata di domenica. Impossibile, nei giorni festivi, la ricerca anagrafica.

Era una casa privata – riferisce in lacrime Barbara D’Aquila, vice presidente della LIDA di Palermo – non potevamo entrare, anche perché non potevamo sapere di quali cani si trattava“.

Nella giornata di lunedì, rintracciato il proprietario risultato peraltro estraneo alla vicenda, si riesce a capire cosa in realtà era successo. Dentro la casa c’erano proprio i cinque cani scomparsi. Uno di loro, “sciacallo”, era sistemato nella poltrona, come se dormisse. Il corpo ancora caldo, ma Sciacallo, il piccolo bastardino forse un po’ troppo vivace ma che non aveva mai fatto del male a nessuno, era andato via per sempre, chiuso in quella casa. Gli altri quattro cani erano vicino a lui. Sono ora accuditi dai volontari della LIDA. “Mi piange il cuore doverli portare via – riferisce Barbara D’Aquila – In quel posto erano felici, liberi nelle loro montagne“.

Per chi non intervenuto piovono ora accuse molto pesanti.

Inammissibile il ritardo delle Forze dell’Ordine – riferiscono Alessandra Musso e Laura Girgenti, responsabili palermitane della LIDA e dell’UGDA – quel cane sarebbe ancoro vivo se solo qualcuno si premurava di rintracciare  il proprietario della casa“.

Su chi può aver commesso quell’incredibile gesto, oltre che ad avere violato una proprietà privata, non è dato sapersi. Nei luoghi “sciacallo” non era forse amatissimo e già in altre occasioni sembra siano stati raccolti i toni non proprio tranquilli dei pastori e di alcuni cacciatori. “Qui ci sono tanti randagi – afferma a GeaPress Barbara D’Aquila – ma erano quei cinque a prendersi tutti i rimproveri“.

Intanto, a Poggio San Francesco, con un cane morto e quattro portati via, c’è ora posto per nuovi randagi che pressoché immediatamente prenderanno il posto lasciato libero. Nuovi abbandoni e nuovi probabili avvelenamenti, una storia che sembra non avere mai fine.

Ciao anche a te sciacallo – riporta Barbara D’Aquila nell’annunciare quanto successo – simbolo della fedeltà’ assoluta ed estrema…tu che con il tuo piccolo corpo hai sempre difeso la famiglia che avevi scelto e fatto tua…li sfamavi,li proteggevi,li accudivi…mai nessun uomo sara’ al tuo pari…sei volato via per colpa della ferocia di uomini bastardi…sei andato via in silenzio accucciato aspettando la tua morte…sei andato via con grande dignità’ e fino all’ultimo respiro vicino alla tua famiglia pelosa…ciao bimbo bello che da adesso sarai king…re di quelle montagne dove correvi libero e felice…grazie di avermi dato l’onore di accarezzarti e di avermi fatto provare immense emozioni…grazie per esserti fidato di me e avermi scelto fra tutti…quei momenti saranno preziosi sempre…li custodirò’ e li difenderò’ dal tempo a cui impedirò’ di cancellarli, indelebile in noi resterai come un tatuaggio…ciao amore arrivederci ad un giorno…“.

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