GEAPRESS – Come il famigerato “ottobre rosso”, il sottomarino del comandante Marko Ramius (alias Sean Connery) che sfuggendo all’intera marina militare sovietica ha ottenuto quello che voleva, ovvero non essere preso. A scapito di qualche pasticcio, come nel caso del film e di altro sottomarino che infine è caduto sotto gli stessi colpi degli inseguitori-accalappiatori. A Molfetta, “ottobre rosso” è una bellissima cagna di colore nero che vive, tranquilla, spensierata, sterilizzata e microchippata, nella zona industriale della città pugliese. Poi un giorno uno Yorkshire, forse un po’ rompino, le ha dato fastidio e, stante a quanto rendicontato dalla padrona del cagnetto, lei, cane nero, le ha sferrato un morso. Apriti cielo, da quel giorno è caccia al cane nero. La signora sarebbe stata avvistata più volte in questi giorni (il morsetto è avvenuto alla Vigilia di Natale), aggirarsi alla ricerca di del cane nero.

Solo che cane nero, anzi cagna nera, di farsi prendere non ne vuole proprio sapere. A rischiare di rimetterci la pelle, è stata un’altra cagna, anch’essa tranquilla, microchippata, sterilizzata e ovviamente di colore nero. A riconoscere lo sfuggente bersaglio è sempre lei, la padrona dello Yorkshire morsicato. Poi … si sarebbe confusa. Quanto è bastato, però, a fare arrivare da Bari la squadra degli accalappiatori che hanno dato vita ad un tragicomico inseguimento. Loro, con il mezzo (pagato dall’ASL) e il cappio armato ad essere lanciato. Cane nero, da bravo conoscitore dei luoghi, trovava tutte le vie per sfuggire agli inseguitori.

Sulla vicenda arrivano ora le accuse della sezione di Molfetta della Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Molfetta. La cagnetta nera scambiata per la responsabile dell’azione anti Yorkshire, è stata quasi sicuramente narcotizzata, dicono dalla Lega Difesa del cane. E’ stata inseguita per lunghi tratti con un cappio, finché si è diretta pericolosamente verso la strada statale. Qui, cagna nera, è stata lasciata al suo destino, o forse è nuovamente scomparsa lasciando per l’ennesima volta di stucco gli intrepidi accalappiatori. Di sicuro, però, il destino di cagna nera (quella dello sbaglio) si è per fortuna intrecciato con l’impegno dei volontari della Lega Nazionale per la Difesa del Cane. E’ stata trovata stremata e sotto il probabile effetto dell’anestetico.

L’abbiamo subito ricoverata in una clinica veterinaria di Bari – dichiara a GeaPress Mariangela La Volpe, responsabile della Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Molfetta – e oggi sta molto meglio“. L’inseguimento tra le vie della zona industriale di Molfetta, è avvenuto lo scorso 30 dicembre. “In questa maniera – ha aggiunto Mariangela La Volpe – tutti i cani neri di Molfetta sono a rischio. Forse un poco più di accortezza non farebbe male, fosse solo per i danni economici. Quello però dove non intendiamo passare sopra, sono i maltrattamenti perpetrati“.

A Molfetta, non vi sono responsabilità del Comune. Anzi i volontari collaborano con l’Amministrazione cittadina. Non può, comunque, escludersi la possibilità che il risarcimento previsto nel caso di danni causati dai randagi, possa scatenare azioni inconsulte. Non sarà il caso della caccia a cane nero, ma agli atti vi sarebbe anche una richiesta di risarcimento per un macchina divelta da un cane.

Ho sentito dire dell’automobile danneggiata – riferisce Mariangela La Volpe – forse però neanche un rinoceronte riuscirebbe a ridurla così come è stata descritta, figuriamoci un cane“.

E dire che proprio un anno addietro, sempre a Molfetta, si ebbe il caso di una strana denuncia che riportava uno stato ansioso causa cane randagio. Nel referto del pronto soccorso, non vi erano infatti tracce di morsi e neanche di graffi. Anche in quel caso vi fu un intervento in forza (lo stato ansioso era stato denunciato da un Vigile Urbano). La Lega per la Difesa del Cane parlò di un folcloristico dispiego di forze per riuscire a bloccare il cane. Poi arrivò pure una lettera che invitava gli attivisti a non denigrare il lavoro degli operatori. La cosa finì così, ma un anno dopo è comparso sulla scena cane nero. Per ora ha vinto, ma a rischiare di morire è stato un altro cane del tutto estraneo alla vicenda.

Non tollereremo analoghi episodi – ha concluso Mariangela La Volpe – il nostro controllo sarà incessante e minuzioso, perché si sappia che nella nostra città gli animali vengono rispettati e che non consentiremo a nessuno di distruggere il lavoro di 20 anni“.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati