GEAPRESS – Mirabello Sannitico, 2000 abitanti nell’entroterra molisano a 600 metri di altitudine. Tanta storia, un paese antico, dove però, non ci si arriva per caso.

Un paese che a partire dagli anni cinquanta, quando in molti dal Molise emigrarono, ha diminuito di quasi un terzo i suoi abitanti. Eppure, anche quando il tempo sembra fermarsi nei ricordi del passato, c’è chi pensa a loro. Ai tanti quattro zampe, abbandonati o maltrattati. Maria Rosaria Romano e la figlia Giusy, si occupano dei randagi. Ogni giorno, nessuno escluso. Un rifugio di frontiera che d’inverno si indurisce ancora di più.

Oltre duecento animali. “Un ospizio per cani – dice Maria Rosaria – sono soprattutto i più bisognosi, i vecchietti. Alcune Associazioni – spiega Maria Rosaria – mi hanno aiutato nelle adozioni. Ogni volta è stata una stretta al cuore, ma devo poter dare loro una possibilità“.

Un rifugio ultimo, fuori anche dai quei minimi canali di comunicazione che spesso i volontari adottano per lanciare appelli, raccontare storie e chiedere donazioni.

Fa freddo a Mirabello anche se, tutto sommato, non ha nevicato molto. La strada non è rimasta bloccata, ma di notte la temperatura precipita decisamente sotto lo zero. Maria Rosaria e la figlia Giusy, sistemano i cagnetti del rifugio. Ad ognuno di loro, specialmente a quelli a pelo raso, viene fatto indossare un maglioncino.

Per capire come vanno certe cose, bisogna venire a Mirabello – spiega Maria Rosaria Romano – Sono arrivata a denunciarmi, quando un inverno ho visto morire di fame i miei cani. Mi sono sentita morire, non avevamo più da mangiare. Non avevamo più soldi“.

Il rifugio di Mirabello Sannitico è l’ultimo, sicuramente nei canali di comunicazione. Impossibile per Maria Rosaria veicolare il proprio messaggio come fanno altri volontari. Abbiamo pensato di farci portavoce è da qualche giorno GeaPress ha messo a disposizione una propria pagina (vedi pagina) per aiutare i cani di Maria Rosaria Romano. Sono stati raccolti i primi 500 euro. Donazioni piccole e grandi. Da Pisa, La Spezia, Bologna, una pure dalla Norvegia. In più parti si è accesa una lucetta.

Sono stata molto contenta di saperlo. Ti fa sentire meno sola – dice Maria Rosaria – qui abbiamo bisogno di tutto, medicinali, mangiare, coperte. Tutto da potere acquistare all’occorrenza, senza indugiare. Non ci aiuta nessun Comune. Rubinetti per noi sempre chiusi“.

Ogni cane di Maria Rosaria e di sua figlia Giusy ha una storia particolare. Abbandoni, maltrattamenti, investimenti.

Conosco Elisa D’Alessio, la persona che ha dato vita a GeaPress, da una vita – ha dichiarato Maria Rosaria – Ogni volta che ho avuto bisogno di aiuto non si è mai tirata indietro. E’ arrivata a Mirabello anche quando eravamo sommersi dalla neve. L’ho sempre sentita vicina e spero che, tramite il videomessaggio pubblicato su GeaPress (vedi appello), la mia voce possa giungere anche a voi. So che GeaPress è molto seguita e vi ringrazio fin da ora per quello che potrete fare“.

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