randagio bianco
GEAPRESS – L’abbandono e il randagismo sono problemi sociali ed essere proprietari di un’animale d’affezione comporta delle responsabilità tanto nei confronti dell’animale quanto della collettività. Così sottolinea l’Ordine dei Medici Veterinari di Milano e provincia, che lancia un appello ai proprietari di animali d’affezione per scoraggiare l’abbandono dei pets e sensibilizzare sulle conseguenze di tale gesto.

L’abbandono di animale, oltre a costituire un reato in base alla legge 189/2004, è una delle principali cause del randagismo, fenomeno che ha un forte impatto sia sull’animale sia sulla comunità. La Regione Lombardia ricovera nei canili pubblici (sanitari e rifugi) circa 4000 animali tra cani e gatti ad un costo stimato di 1500€ all’anno per esemplare, escludendo i costi di cattura e assistenza sanitaria, per una spesa totale di 6.000.000 di euro.

Gli abbandoni che spesso coincidono con il periodo estivo o con il raggiungimento dell’età adulta da parte del pet, riferisce l’Ordine, in Italia sono circa 7000 ogni anno e vanno ad alimentare il problema del randagismo.

Un problema tutt’altro che secondario che va affrontato con interventi mirati e con il coinvolgimento di Istituzioni, strutture pubbliche e private, e medici veterinari liberi professionisti. Secondo questi ultimi vanno potenziati gli interventi di formazione nelle scuole ed i corsi del “patentino” sul possesso responsabile. Cruciale poi la registrazione all’anagrafe animale attraverso il microchip, con una più efficiente interoperabilità tra anagrafi regionali e anagrafe nazionale, e l’aumento degli interventi di sterilizzazione, strumento fondamentale di lotta al randagismo.

Per il triennio 2015-2017 sono stati stanziati dalla Regione Lombardia 2.000.000 di euro da assegnare a progetti volti a combattere il randagismo– spiega Carla Bernasconi, presidente Ordine Medici Veterinari di Milano – Il nostro auspicio è che tali fondi vengano interamente impiegati, a differenza di quanto successo nel triennio 2011-2013, quando, per via di lentezze di tipo burocratico, venne utilizzato solamente il 41% degli oltre 6.000.000 di euro stanziati. Ai futuri possessori di animali d’affezione rivolgiamo l’invito a valutare attentamente la scelta di acquistare un cucciolo se non si è perfettamente consapevoli delle responsabilità che ciò comporta. Inoltre, ricordiamo che i canili sanitari e i rifugi sono colmi di animali in attesa di essere affidati.”

In Lombardia, comunica l’Ordine dei Medici Veterinari di Milano, l’anagrafe degli animali d’affezione vede attualmente 1.351.874 cani registrati e 94.703 gatti. Nel giugno 2016 si contano 94 strutture di ricovero (66 canili rifugio e 28 canili sanitari) per un totale di 3446 cani. Nel 2015, tra canili sanitari e rifugi, si è registrato il ricovero di 3206 cani, indicando un miglioramento rispetto al 2014 (3596 cani ricoverati). Un trend positivo è rappresentato anche nell’aumento di restituzioni e affidi tra il 2010 e il 2015 rispetto al numero di cani accalappiati: nel 2015 sono stati accalappiati 12.357 cani (12.692 nel 2010); di questi, 9.451 sono stati restituiti con una percentuale di restituzione pari al 76,48% contro quella del 46,9% del 2010, mentre 4.386 sono stati affidati, ovvero il 35,5% (un marginale miglioramento rispetto al 34,3% del 2010).

Dai dati sulla situazione lombarda emergono sicuramente dei segnali positivi e incoraggianti – conclude Bernasconi – ma non è sufficiente: quello del randagismo è un problema ancora lontano dall’essere fortemente ridimensionato o debellato, con conseguenze sulla salute pubblica e sulla qualità del rapporto tra uomo, animale e ambiente.”

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