GEAPRESS – Continuano in più parti d’Italia le manifestazioni in favore dei cani dell’Ucraina, vittime di chi aveva inteso “ripulire” le strade in vista dei campionati europei di calcio. Nonostante il divieto imposto quasi un anno addietro, le stragi, come è noto, sono continuate. Quasi del tutto assenti, le prese di posizione nel mondo del calcio, specie quello italiano. Un fardello sporco di sangue, dicono gli animalisti, che a lungo rimarrà a ricordare come le esigenze commerciali di un calcio non esente da altri mali, siano purtroppo riuscite a prevaricare.

La manifestazione di ieri pomeriggio a Milano, voluta da Mario Righi, presenta storica milanese, e con la partecipazione delle Associazioni Freccia 45 e Animalisti Italiani, ha avuto un momento unico nel panorama delle iniziative di protesta italiane. Senza nessuno avvisare, proprio all’inizio della manifestazione in Piazza San Babila, si è prima sfilato la maglietta, infastidendo al massimo una anziana signora che si trovava a passare nella piazza affollata di persone. Poi la signora, è trasecolata. Il manifestante, infatti, si è spogliato del tutto e si è disposto in terra imbrattato di colore rosso. L’intento era quello di essere nudo, come i cani indifesi dell’Ucraina e imbrattati del loro sangue. In poco tempo, però, la Polizia lo ha convinto a rivestirsi e la manifestazione è ripresa in forma più canonica, tranquillizzando innanzi tutto l’esterrefatta signora.

Trenta persone che hanno alzato i cartelloni che componevano la scritta “VERGOGNA UCRAINA”. Poi mano ai megafoni e voce agli slogan. La reazione delle persone è stata positiva. C’è chi si è informato e chi ha voluto sapere cosa poter fare.

Quello che vogliamo – ha dichiarato a GeaPress Susanna Chiesa, Presidente dell’Associazione Freccia 45 – è che si continui a perseguire i responsabili di tali atti. Già in due occasioni abbiamo scritto al Console ucraino in Italia. I responsabili – ha aggiunto Susanna Chiesa – devono essere perseguiti anche se, come sembrerebbe essere stato, sono coinvolte persone delle forze dell’ordine“.

Poi, lo slogan più gettonato. Fermiamo subito le uccisioni dei cani. Uccisioni che, come ha avuto più volte occasione di rendicontare Andrea Cisternino, il nostro connazionale che vive e lavora a Kiev, non sono mai finite. Forse, più di recente, qualche spiraglio si è aperto. Cisternino, anche grazie alle pressioni del nostro Ambasciatore, è stato ricevuto dalle autorità ucraine e così è stato promesso anche per i volontari. Il periodo più critico, però, verrà forse dopo gli europei, quando i riflettori si spegneranno sebbene, fino ad ora, sono stati molto puntati sui campi di calcio e non su quelli delle stragi.

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