GEAPRESS – E’ tutt’ora in corso la cattura dei cani di Muggiano, alla periferia di Milano. Catturato quello che è stato definito il capo-branco, una femmina che, nei giorni scorsi, è stato riportato essere un Pit bull. Poi un cane tipo lupo, di color grigio, ed un cucciolo. I tre animali sono stati rinvenuti nei pressi di un camper abbandonato e narcotizzati. A coordinare le operazioni la Polizia Provinciale, l’ASL, oltre che la Polizia Locale di Milano e dei Comuni di Trezzano sul Naviglio, Cesano Boscone e Cusago. I tre animali sono stati trasportati al canile dell’ASL di Milano in via Privata Aquila.

Nell’area da giorni vigilata, rimarrebbero altri tre cani per i quali, dicono all’ASL di Milano, si interverrà anche con l’ausilio di gabbie.

Venerdì scorso a Muggiano, si era verificata la morte di un pensionato. Un morso alla gola parrebbe essere stato fatale. Chi sono, però, i cani di Muggiano? Le recenti dichiarazioni dell’ASL Veterinaria di Milano sembrano infatti coincidere con quelle rilasciate dall’ENPA. Randagi a Milano non ve ne sono. Situazioni generalizzate di malgoverno, invece si. A confermarlo a GeaPress è Ermanno Giudici, Presidente ENPA di Milano.

A Milano, soprattutto nelle zone più periferiche, insistono situazioni poco o per nulla controllate. A Milano – continua Ermanno Giudici – non si vedono cani smagriti o comunque sofferenti, come invece è facile trovare in realtà dove il randagismo è presente oltre che cronicizzato da tempo. A Milano, cioè, un padrone i cani lo hanno. Il coltivatore di uno dei tanti piccoli orti, o altre situazioni che gravitano ad esempio attorno ai campi rom. Forse, qual camper poteva essere stato abbandonato dal suo proprietario ma non dall’uomo in generale”.

Venerdì mattina a Muggiano, vi è stata forse reciproca paura. I cani non sono scappati e l’uomo ha accellerato il passo finendo a terra e rimanendo ferito mortalmente alla gola. Comunque sia andata non sono, ovviamente, cose tollerabili e se un cane mostra segni di aggressività è giusto che venga tolto dalla strada. Ma come si fa a rintracciare i padroni? Chi si farà avanti a rivendicare un cane non microchippato e che potrebbe essere tra quelli che ha ucciso un uomo? A Muggiano chi è il proprietario di fatto di quei cani che, anche secondo l’ASL Veterinaria, randagi non sono?

Solo conoscendo il territorio. Solo in tal maniera è possibile sanare i problemi come, probabilmente, la stessa somministrazione di cibo nel caso di cani che già hanno un padrone o comunque un altro luogo di accudimento. I cani di oggi possono anche essere tolti dalla strada, ma il problema di fondo rimarrà, dicono all’ENPA.

L’ASL Veterinaria, secondo Ermanno Giudici, dovrebbe essere fornita di strumenti ed uomini. Viceversa si può solo rispondere alla chiamata di un cittadino che segnala un cane affetto da un particolare problema, ma pensare che l’ASL intervenga per ogni segnalazione di cane vagante, significa essere fuori dalla realtà.

Quello che appare inoltre carente è il controllo sui microchip, specie nelle zone periferiche e rurali del territorio comunale. Un problema capillarmente diffuso. Basti considerare la stessa Roma, dove solo di recente la Polizia Municipale incaricata del controllo del centro storico, è stata fornita di lettori elettronici. Nella capitale, quando l’Assessore all’Ambiente ha diffuso la notizia, si è avuta una vera e propria corsa alla microchippatura dei cani.

Anche per Milano le cose non sono diverse. Secondo la lunga esperienza maturata dall’ENPA di Milano è facile ipotizzare che non molto oltre l’1 % dei cani di Milano è stato almeno una volta controllato per il microchip. Sempre l’ENPA di Milano stima come non meno del 40-50% dei cani milanesi siano poi forniti di chip. Una diffusa violazione delle precise norme in tema di prevenzione del randagismo. In altri termini, quello che manca è sicuramente l’adempimento spontaneo, da parte del cittadino, all’obbligo di legge. Se a ciò però, si aggiunge anche la mancanza dei controlli (anch’essi obblighi di legge) il rischio che alcune situazioni possano degenerare, rimarrà sempre.

Perché solo ora si stanno controllando i cani di Muggiano? Come si fa a dire che hanno addirittura un capobranco ed avere scoperto il luogo dove si ritirerebbero a dormire? I cani riescono a formare dei gruppi estemporanei, dalle gerarchie molto labili, a volte determinate dalla corsa dietro una cagnetta in calore.

A quanto pare già nel 2008 l’ASL aveva prelevato dei cani in zona. Azione che, evidentemente, a poco è servita.

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