GEAPRESS – Polemica tra la sede LAV di Cosenza ed il Comune di Mendicino. L’ennesimo caso di maltrattamento che vedrebbe coinvolta, nel mancato soccorso, la stessa Amministrazione Comunale di Mendicino. L’episodio è accaduto domenica scorsa. Un cittadino di via Enotri ha notato, tra i cuccioli presenti a causa delle continue nascite, un piccolo gravemente ferito ad una zampa. Per questo, afferma la LAV, avrebbe comunicato la condizione di sofferenza del cane alla Polizia Municipale la quale, anziché dare il via alle operazioni di soccorso, avrebbe fornito “informazioni inutili, fuorvianti e non richieste”. Per tale motivo, la LAV annuncia ora di volere adire le vie legali per l’eventuale riscontro di reati e l’affermazione dei diritti dei cittadini e dei cani.

Un fatto grave, se confermato, ma che rappresenterebbe solo l’ultima risposta non esaustiva sia del Sindaco che dello stesso Comando della Polizia Municipale. Una non gestione del problema del randagismo, che sarebbe, sempre secondo la LAV, la conseguenza della mancata sterilizzazione e reimmissione nel territorio dei cani del posto. Questa, invece, doveva avvenire fin dalla prima comparsa di un randagio. Disagi male affrontati e che avrebbero pure, sempre secondo la LAV di Cosenza, impoverito le casse comunali. Oltre 60.000 euro l’anno, dicono gli animalisti, spesi dal Comune di Mendicino per “mal gestire” il randagismo. L’Amministrazione comunale si sarebbe limitata a disporre catture, senza risvolti pratici per la soluzione alla fonte, del fenomeno del randagismo.

Per la LAV si tratterebbe, purtroppo, di una ignoranza delle normative ben diffusa nel territorio. Eppure gli esempi positivi non mancano. Prova ne sia, dice sempre la LAV che, lo stesso Comune di Cosenza, negli ultimi mesi, ha messo a punto una precisa e rigorosa strategia per la corretta gestione del randagismo.

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