Mendicino (CS) – cucciolo ferito rimane in strada
La LAV: adiremo le vie legali.
GEAPRESS – Polemica tra la sede LAV di Cosenza ed il Comune di Mendicino. L’ennesimo caso di maltrattamento che vedrebbe coinvolta, nel mancato soccorso, la stessa Amministrazione Comunale di Mendicino. L’episodio è accaduto domenica scorsa. Un cittadino di via Enotri ha notato, tra i cuccioli presenti a causa delle continue nascite, un piccolo gravemente ferito ad una zampa. Per questo, afferma la LAV, avrebbe comunicato la condizione di sofferenza del cane alla Polizia Municipale la quale, anziché dare il via alle operazioni di soccorso, avrebbe fornito “informazioni inutili, fuorvianti e non richieste”. Per tale motivo, la LAV annuncia ora di volere adire le vie legali per l’eventuale riscontro di reati e l’affermazione dei diritti dei cittadini e dei cani.
Un fatto grave, se confermato, ma che rappresenterebbe solo l’ultima risposta non esaustiva sia del Sindaco che dello stesso Comando della Polizia Municipale. Una non gestione del problema del randagismo, che sarebbe, sempre secondo la LAV, la conseguenza della mancata sterilizzazione e reimmissione nel territorio dei cani del posto. Questa, invece, doveva avvenire fin dalla prima comparsa di un randagio. Disagi male affrontati e che avrebbero pure, sempre secondo la LAV di Cosenza, impoverito le casse comunali. Oltre 60.000 euro l’anno, dicono gli animalisti, spesi dal Comune di Mendicino per “mal gestire” il randagismo. L’Amministrazione comunale si sarebbe limitata a disporre catture, senza risvolti pratici per la soluzione alla fonte, del fenomeno del randagismo.
Per la LAV si tratterebbe, purtroppo, di una ignoranza delle normative ben diffusa nel territorio. Eppure gli esempi positivi non mancano. Prova ne sia, dice sempre la LAV che, lo stesso Comune di Cosenza, negli ultimi mesi, ha messo a punto una precisa e rigorosa strategia per la corretta gestione del randagismo.
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Conoscendo l’…”andazzo ministeriale” delle nostre squallide pubbliche amministrazioni, gradirei conoscere i termini della messa a punto di questa…”RIGOROSA E PRECISA STRATEGIA PR LA CORRETTA GESTIONE DEL RANDAGISMO….”.
Sono certa – poiche’ non credo assolutamente alla buona volonta’, senso civico, evoluzione culturale, volonta’ di adempimento e rispetto della normativa in materia di divieto di maltrattamento di animali, ecc. da parte degli italici funzionari della P.A. – che si trattera’ del solito sistema rapido e sbrigativo per la risoluzione del problema: un po’ di soldi dati sottobanco a quattro scagnozzi buoni tiratori perche’ facciano fuori i randagi a piu’ non posso (tipo Polonia,Ucraina, tanto per intenderci) portati via e forse seppelliti chissa’ dove nell’assoluto silenzio !
Vorrei avere qualche anno di meno ed un’ autorizzazione al porto d’armi (per un uso ben diverso, ovviamente, quanto all’obiettivo designato per la caccia !)
Anna Musco
Non si tratta di ignoranza ma di menefreghismo, collusione e di denaro stornato altrove.
Basta guardare sul sito del Ministero della salute aggiornato al 2008 il fondo per la lotta all’abbandono e i soldi stanziati per i progetti di opere pubbliche che fine hanno fatto.
Soldi spariti altrove.
La LAV fa bene a lottare dal punto di vista politico e a denunciare le cose ma perchè anche loro non si muovono in prima persona considerando quanto prendono di 5 per mille?
Sono sempre e solo i cittadini di buon cuore e/o i volontari che si devono dar da fare con i propri soldi?
Come mai questi episodi succedono sempre nel sud? Ve lo siete chiesto?
Non ce l’ho con i meridionali ,assolutamente. Ce l’ho con l’incuria di alcune persone
Brava Beatrice. hai ragione in pieno.