GEAPRESS – Si tratta di un’iniziativa per promuovere l’iscrizione dei cani all’anagrafe canina. Il progetto approvato dalla Asrem (la ASL molisana) è finalizzato a monitorare il fenomeno del randagismo canino attraverso il controllo del territorio e la promozione della registrazione dei cani all’anagrafe canina. Il progetto avrà una durata di tre anni e si svolgerà in collaborazione con la sezione campobassana dell’ ENPA e con l’associazione “Italia verde”.

Sulla operatività e la capacità di penetrazione nel territorio delle associazioni molisane non abbiamo dubbi. Resta, invece, un ventennio di “disattenzioni” e di “disapplicazioni” della normativa delle istituzioni molisane.

L’intero progetto riguarderà solo 20 comuni, 10 in provincia di Campobasso e 10 in quella di Isernia. La Regione Molise è composta da 136 Comuni, 84 in provincia di Campobasso e 52 in provincia di Isernia, meno del 15% (14.71%)dunque!
La Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, si dice soddisfatta per l’approvazione del progetto ed auspica che questa sia una “svolta storica”.
“Fusse che fusse la vorta bbona” direbbe un ironico barista di Ceccano, Nino Manfredi per i più giovani.

I randagi molisani e, con loro, tutti quelli che li accudiscono o ne hanno a cuore le sorti e si battono per i loro diritti, sempre negati, da 20 anni assistono al balletto dei buoni propositi, alle promesse elettorali mai mantenute.
La emittente locale Telemolise ha di recente “riassunto” in un breve spot (vedi articolo GeaPress) la politica molisana in tema di randagismo.
Anche alla Sottosegretario Martini sono state fatte, negli anni, pompose promesse, che mai si sono concretizzate in interventi; la storia si ripete!

Un vero intervento nella Regione dovrebbe prevedere il coinvolgimento di tutti i corresponsabili, tutti i Sindaci, le due  Provincie, la Regione, la ASREM.
Un piano di emergenza con un responsabile è quello che serve, non un piccolo progetto pilota.

Nel piano di emergenza dovrebbero essere coinvolte tutte le associazioni che operano nel territorio, soprattutto per le adozioni,  ed i veterinari liberi professionisti da convenzionare, per le sterilizzazioni,le cure, la profilassi.
Il piano di emergenza avrebbe bisogno di fondi. Adeguati. Forse si potrebbero distogliere dalle tante opere inutili realizzate in Regione.

Non da ultimo ai randagi reclusi nelle strutture molisane vanno garantiti cibo e cure appropriate, ogni giorno si leggono appelli per i cani digiuni e di sindaci che rifiutano di mantenerli, di volontari allo stremo delle forze e ridotti sul lastrico, di associazioni di altre zone italiane che si fanno carico dei compiti proprii di chi dovrebbe amministrare. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).