GEAPRESS – Nell’intervista a La Padania, la Sottosegretario Francesca Martini dichiara che bisogna debellare la piaga dei canili lager, situati per la stragrande maggioranza al centro e al sud Italia. Vanno, quindi, istituiti dei Commissari per la veterinaria.

“La filiera delle responsabilità e delle competenze è ampia, articolata: Sindaci, ASL, Regioni e Magistratura. Un cerchio che si chiude e si cortocircuita troppo spesso. Perché? Perché, nonostante l’attività ispettiva che io stesso sollecito da parte del Ministero – dichiara la Martini – e da parte della Task force ministeriale, dobbiamo fare i conti con un sistema di vera e propria omertà e malaffare.”

Peccato che il provvedimento proposto sia solo per le Regioni commissariate. Il dilagare dei canili lager, ma anche e, soprattutto, del business del randagismo è un fenomeno che non conosce decremento. Gli affaristi del randagismo continuano a nascere ed a crescere. E’ fondamentale un’inversione di rotta nell’affrontare il  problema; tutti gli strumenti messi in atto dal Ministero seppur meritevoli servono solo a tamponare le emergenze.

Normalmente gli amministratori prediligono gli affaristi dei canili perchè non creano problemi, non reclamano diritti per gli animali custoditi (reclusi!) e accalappiano di tutto. Se poi la spesa pubblica aumenta, pazienza, tanto sono soldi pubblici! In Italia la res publica non è di tutti, è di nessuno, anche quando si tratta di denari.

Andrebbe istituito il Commissario per il randagismo in ogni Regione, per carità non un funzionario ASL e nemmeno un politico. Fondamentalmente, per quanto riguarda il randagismo, andrebbe rivisto tutto a partire dalla collocazione del fenomeno: non sanitario ma culturale.
La norma, inoltre, dovrebbe essere certa e non emendabile a livello regionale. L’istituzione veterinaria regionale dovrebbe solo controllare e non gestire; attualmente i veterinari ASL sono controllori (compito istituzionale ASL) e controllati (Direttori sanitari dei canili), alcuni posseggono anche canili convenzionati (anche senza prestanome di comodo), società di incenerimento carcasse, ditte di accalappiamento ed altre “amenità” lucrose.

Dobbiamo ricominciare tutto da capo, il sistema in atto è perverso e difficilmente raddrizzabile. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).