GEAPRESS – Le indagini sui cani di Marigliano (NA), ovvero quelli rinvenuti morti nei canali colmi d’acqua, portano ad un risultato pressoché scontato e già in parte anticipato fin dalle prime ore del ritrovamento avvenuto nei primi giorni di gennaio (vedi articolo GeaPress). Per alcuni dei cani, potrebbero anzi già essere stati rintracciati i proprietari. Più difficile, invece, risalire ai responsabili. Quello che comunque appare certo è che trattasi di una sorta di discarica multiuso. Niente fantasiose supposizioni di rituali di camorra o traffici di cani destinati chissà dove. Di certo gli animali di Marigliano, dovevano andare proprio lì e quelli che appaiono privati del microchip proverrebbero da uno o più canili convenzionati.

E’ questa una delle piste, tra le più battute, che in questi giorni stanno seguendo gli investigatori. Non solo Carabinieri, ma anche il Corpo Forestale dello Stato e, per alcuni aspetti, la Polizia Municipale. Secondo quanto si è avuto modo di apprendere, le convenzioni con i canili privati convenzionati sarebbero tutte improntate alla economicità della gestione dei cani. In altri termini potrebbe non convenire affrontare le cure di un cane malato e questo, una volta morto, essere smaltito proprio nei canali. Il microchip, però, può servire ancora per un altro cane che entrerà così a sostituire uno già registrato e in pagamento. Impensabile, poi, che il canile desideri affrontare, con la diaria in convenzione, le spese di smaltimento dei corpi. Molto più economico, pertanto, disfarsi del povero animale gettandolo alla meno peggio nei canali. In tal senso, cosi come già rilevato nei giorni scorsi dalla testata giornalistica Marigliano.net, sarebbero stati eseguiti i controlli dei NAS in alcuni canili convenzionati della zona.

Diverso discorso per i cani rinvenuti con il microchip. Secondo quanto appurato degli inquirenti è in uso consegnare le spoglie del proprio animale a personaggi che per venti o al massimo trenta euro provvedono a tutto. L’appuntamento per la consegna può essere dato ad un casello autostradale come in una via periferica. L’animale viene preso e gettato nei canali. Attenzione però, il microchip rimane perfettamente leggibile ed alcuni proprietari (gli unici ora a rischiare) potrebbero già essere stati rintracciati. Di certo è risultato leggibile il microchip di un cane trovato ormai in avanzato stato di decomposizione. Praticamente liquefatto, ma il lettore rilevava ancora la sequenza elettronica.

Quelle che tardano, invece, sarebbero le analisi dell’Istituto Zooprofilattico di Portici, ma le cause di tali ritrovamenti parrebbero abbastanza scontate. Gli investigatori, ad ogni modo, non tralasciano alcuna pista, sebbene le più accreditate sarebbero proprio quelle che portano ai canili convenzionati ed a singoli personaggi che smaltiscono in proprio gli animali morti dei privati.

Del resto la “vocazione” dei luoghi è (purtroppo) abbastanza evidente. Non solo cani, ma anche gatti, resti di macellazione, conigli ed altri animali in compagnia di rifiuti di vario genere.

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