GEAPRESS – Il sondaggio di Immobiliare.it, condotto su un campione di 3mila condominii, rivela che più di un quarto (il 26%) degli italiani litiga con i vicini. I motivi scatenanti sono i parcheggi (19%) , i rumori notturni  (15%) e gli animali (14%).
Seguono le infiltrazioni da bagno e cucina (9%), la spazzatura od altri oggetti lasciati nel pianerottolo (9%), lo scuotere la tovaglia dalla finestra (9%), i bambini chiassosi (9%), le liti e gli amoreggiamenti rumorosi (9%), gli odori della cucina (3%), il ritardo nei pagamenti condominiali (2%).
Nessun motivo serio, dunque.

I più litigiosi sono i Siciliani (24%), seguiti da Abruzzo,  Basilicata e   Valle d’Aosta ((31%), Liguria e Trentino (29%), Campania (27%), Lazio, Lombardia e Puglia (26%), Piemonte (24%), Emilia Romagna e Marche (23%), Veneto (22%), Sardegna (21%), Molise (20%), Calabria (19%), infine l’Umbria (19%).
Le differenze percentuali ci sembrano veramente minime, non c’è Italia settentrionale, meridionale o insulare che tenga: nei condominii si litiga.
Fondamentalmente è l’invidia a scatenare i litigi, anche se solo l’8% del campione lo ammette. In primis c’è l’invidia per il possesso di un giardino o di un terrazzo (24%).

Che gli umani siano propensi al battibecco è un dato di fatto, che il condominio accentui questa propensione è risaputo; nei pollai troppo affollati è in uso la macrabra usanza di tagliare il becco ai giovani polletti, andrebbero sbeccati anche i condòmini  condannati alla ‘innaturale’ vita condominiale?

Ma l’umano, a differenza degli animali condannati agli allevamenti, più o meno intensivi, ai canili o ai gattili, ha, teoricamente, la possibilità di scegliere dove abitare e soprattutto come abitare.
Invece di riflettere sulla vita innaturale che si è costretti a vivere,  si pratica lo ‘sport’ del litigio, condito da invidia … ed a farne le spese sono, quasi sempre, gli animali domestici e i loro amici umani, che li ospitano nelle case.
Un battibecco per la macchina parcheggiata male si esaurisce semplicemente sostandola.
Ma quando il condòmino intollerante prende di mira il cane o il gatto di famiglia spesso, e volentieri, tra lettere di avvocati ed appelli delle associazioni è l’animale domestico che rischia l’allontamento o, peggio, l’abbandono.

Di fatto non è così. Per cani e gatti, per gli animali di affezione, non c’è divieto condominiale che tenga: solo un regolamento condominiale sottoscritto all’unanimità, quindi anche dal proprietario (che orribile definizione per indicare una amicizia che dura tutta una vita!)  dell’animale, può istituire ex novo il divieto di tenere animali domestici in casa;  oppure il divieto deve essere sancito da un regolamento contrattuale, cioè  da un atto notarile.

La giurisprudenza ha considerato “illegittimo il divieto di tenere animali domestici in condominio“. Diverse sentenze della Suprema Corte di Cassazione hanno stabilito che “il regolamento condominiale che vieta di tenere animali domestici è nullo, in quanto limitativo della personale libertà dell’individuo e quindi anticostituzionale“.

Umani, cani e gatti possono utilizzare tutti gli spazi condominiali (che sono, appunto, una proprietà condivisa!), compresi gli ascensori. Proprio riguardo all’utilizzo degli ascensori vale ricordare l’articolo 2 del DPR 1497/63, che enuncia quanto segue “gli ascensori sono adibiti al trasporto di pacchi, persone ed animali, in particolare cani“.
Litigate pure, ma non in nome degli animali e degli animalisti!

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