GEAPRESS – Il 61,5% delle strutture ricettive italiane può accogliere animali, mentre solo il 22% dei vacanzieri si dichiara  disponibile a portare con se i propri amici a quattro zampe. E’ questo, forse, il dato più significativo elaborato dal Ministero del Turismo sull’ospitalità “animal friendly” nel nostro paese. Alla base del divario vi sarebbe l’oggettiva difficoltà nell’organizzare una vacanza sulla base di un’offerta di ospitalità macroscopicamente diversa tra le varie regioni.

La migliore diffusione di strutture pronte ad accogliere turisti con animali, si rileva infatti nelle regioni del nord Italia. Prima della lista è l’Emilia Romagna, seguita da Liguria e Toscana. Un’offerta migliore potrebbe, invece, aversi nelle Marche, Veneto e Sardegna, mentre un vero e proprio baratro si rileva nel paragone con le regioni del sud Italia. La Calabria, con le sue coste bellissime, offre, ad esempio, lo stesso numero di spiagge atrezzate animal friendly, del Trentino Alto Adige. Ovvero, appena una. Fatto questo giustificabile per Trento e Bolzano ma non per la Calabria. E che dire delle spiagge siciliane? Appena due, contro le 34 dell’Emilia Romagna. Confronto insostenibile, dunque, dal momento in cui la Romagna ha un litorale decisamente più limitato di quello siciliano.

Impossibile confronto anche tra le strutture alberghiere delle diverse regioni. Tra hotel, bed & breakfast, agriturismi e campeggi, l’Emilia Romagna ha un numero di strutture quattro volte superiore alla Sardegna (494 strutture contro 127). Con la sola eccezione della Campania che registra un discreto numero di hotel disposti ad accogliere animali (168) le regioni del sud conteggiano, bene che vada,  un centinaio di strutture attrezzate cadauna. Tutt’altro che brillante la performance del Lazio. Il numero totale, tra hotel, campeggi ed altre tipologie ricettive,  è addirittura inferiore a quello dei soli hotel della Campania.

Per il Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, è importante eliminare questo divario affinchè “l’Italia  possa rappresentare un esempio di grande paese civile, che promuove il rispetto dei diritti degli animali e certamente dei loro proprietari”. Eppure, nel nostro paese, una famiglia su tre ha animali in casa, fatto questo che richiederebbe, sempre a detta del Ministro, un adeguamento dell’offerta.

Le iniziative in favore di un turismo evoluto ad accogliere una richiesta sempre più pressante di vacanca con i propri animali, non è solo un’opportunità per il settore, ma anche un utile strumento contro l’abbandono degli animali. In tal senso il Ministro aveva per questa stagione predisposto numerose iniziative, tra cui spot pubblicitari ed un portale,  www.turistia4zampe.it, che riunisce tutte le strutture turistiche “animal friendly” (dagli hotel agli stabilimenti balneari). Con la collaborazione dell’Anci, sono inoltre state elaborate ordinanze-tipo ad uso dei Comuni che  vogliono individuare tratti di spiaggia aperti ai turisti con animali al seguito o garantire il libero accesso nei pubblici esercizi e in tutti i luoghi aperti al pubblico degli animali accompagnati dai loro proprietari.

Ma il divario da colmare, non è solo quello della diversa distribuzione regionale delle strutture “animal friendly”. L’Italia, infatti,  secondo il Ministro Brambilla, è complessivamente in ritardo sui tempi nel far fronte all’esigenza di milioni di proprietari di animali.   “Anche per questa ragione – ha dichiarato il Ministro –  ho voluto farmi interprete delle loro aspettative, in quella che considero una grande battaglia di civiltà, per promuovere una vera e propria rivoluzione culturale, che sta cambiando – in meglio – la società italiana“.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati