GEAPRESS – I due cagnoloni potranno rimanere con la loro famiglia di Treglio, in provincia di Chieti. Lo ha deciso la Sezione Civile del Tribunale di Lanciano che ha rigettato la richiesta di misura cautelare che avrebbe imposto, nel caso, l’allontanamento dei due animali.

Un successo, senz’altro, ma con dei limiti, che potevano essere molto pericolosi.

Il tutto nasce da una lunga lite tra vicini. In sintesi, una famiglia che non voleva sentire l’abbaio dei cani e l’intento ovviamente opposto dei padroni che, di allontanarli, non ne volevano sapere. Hanno vinto questi ultimi ma per capire cosa è successo, occorre vedere bene la strada che è stata percorsa.

Il provvedimento, infatti, non equivale al principio che i cani vanno in ogni caso tenuti, anche se abbaiano. Anzi, lo stesso Avvocato Silvio Rustignoli, che ha difeso i proprietari, ha dichiarato come gli animali devono essere educati. Un cane che è amato – ha riferito sempre l’Avv. Rustignoli – è un cane che non ha disturbi comportamentali, ovvero, se un cane è sano, può abbaiare. Meglio ancora, deve abbaiare, come è nella sua natura, se tutela il territorio.

Già in altre occasioni, si è avuto modo di rilevare come un cane che abbaia frequentemente, può essere un cane stressato, ovvero maltenuto. Attenzione dunque a non generalizzare.

A Treglio, tutto si era caratterizzato all’interno di una lunga battaglia giudiziaria a quanto pare finora condotta solo nell’ambito penale. I vicini dei proprietari dei cani hanno poi tentato il Codice Civile ricorrendo alla richiesta di misura cautelare ai sensi dell’art. 700 del Codice Civile, ovvero la cosiddetta procedura d’urgenza. Questa, di fatto, anticipa la sentenza che, come è noto nelle cause civili, può richiedere decine di anni. Ma a quali condizioni avviene tutto ciò?
Di fatto si instaura un contenzioso civile particolare. Nel caso vengono rilevati dei precisi presupposti, il Giudice emette in tempi brevissimi dalla data di inizio della causa, un’ordinanza cautelare con la quale dispone l’immediato allontanamento dell’oggetto del contendere. Può essere una lastra di cemento amianto del vicino che si sfalda a portata di (nostro) naso, oppure, in questo caso, l’abbaio dei cani.

Tra i presupposti l’esistenza di pericoli irreparabili che graverebbero nei tempi (biblici) di una sentenza di merito. L’amianto che si sfalda, ad esempio, come un esaurimento nervoso dovuto al continuo abbaio di un cane perennemente tenuto al chiuso di una stanzetta. Il Giudice, valutate le circostante previste, può accettare la richiesta di misura cautelare ex art. 700. Questa ha funzione anticipatoria degli effetti della sentenza di merito. L’efficacia del provvedimento d’urgenza è stata poi rafforzata dalla legge n. 80 del 2005, che ha di fatto sminuito la possibilità di inficiare i provvedimenti di urgenza rispetto all’instaurazione del successivo giudizio di merito.

In altri termini, un volta tanto, tutto e subito, senza se e senza ma. Attenzione, però, dal momento in cui l’esito non è affatto scontato. Nel caso di Lanciano, il Giudice non ha riscontrato i presupposti giuridici per l’accoglimento della richiesta. Viceversa si sarebbe imposta la misura cautelare, ovvero l’allontanamento dei cani.

I limiti della richiesta d’urgenza, però, rafforzano in questo caso il vero significato della decisione del Giudice. Non sono cioè stati riscontrati i presupposti che avrebbero imposto l’allontanamento dei cani. Per l’Avvocato Rustignoli, tale provvedimento si colloca sulla scia di un cambiamento non solo giurisprudenziale ma soprattutto normativo in virtù del quale gli esseri viventi sono meno oggetti e più soggetti del diritto.

Una provvedimento che premia l’impegno dell’Associazione Animalisti Italiani, la quale ha supportato e incoraggiato, riferisce sempre l’Avvocato Rustignoli, una battaglia che è innanzi tutto una battaglia di civiltà.

Un riconoscimento – ha dichiarato Walter Caporale – che sottolinea la sensibilità nel riconoscere e applicare i diritti fondamentali degli animali“.

Secondo Maria Lucia Santarelli, di Animalisti Italiani, “i due cani hanno rischiato un provvedimento di allontanamento, ma in realtà si tratta di due animali dolcissimi ed educati. Non meritavano questo e per tale motivo ringraziamo il Giudice De Filippis che ha riscontrato come trattasi di animali amati e senza alcun problema. Certo, se vengono provocati, abbaiano. Per noi – ha riferito Maria Lucia Santarelli – è una vittoria animalista grandissima e saremo sempre in prima linea per batterci per i diritti degli animali“.

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