randagio
GEAPRESS – Riunione, in data odierna, convocata dall’Assessore Regionale al Welfare della Regione Puglia, per discutere sulle  modifiche alla legge regionale n. 12/1995 (Interventi per la tutela degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo). A renderlo noto è il Coordinamento delle Associazioni Animaliste Pugliesi, un cartello di dodici associazioni tutte riconosciute ed iscritte all’Albo Regionale.

Una paventata modifica che sta suscitando non poche polemiche sebbene il punto di partenza, ovvero l’attuale legge regionale, venga considerata dalle associazioni come una delle migliori in campo nazionale. Il tutto abbinato alla competenza specifica che le associazioni hanno in ambito comunale e che ha portato, proprio nel 1995, alla legge in questione.

Proprio in occasione dei lavori di modifica le associazioni tengono a ribadire come la stessa legge ed un parere dell’Avvocatura Regionale del novembre 2010, impedirebbero  la costruzione dei canili da parte di soggetti privati oltre che la stessa gestione delle strutture per il ricovero e la cura dei cani. In altri termini solo i Comuni e le Associazioni per la Protezione degli Animali iscritte all’Albo Regionale, sarebbero deputate alla costruzione ed alla gestione dei canili.

Da qui la preoccupazione che qualcosa possa cambiare. Questo anche alla luce del fatto che la Puglia  è apparsa più volte agli onori della cronaca. Il riferimento è alla gestione che già i privati hanno.

Le associazioni richiamano le Sentenza del TAR che confermerebbe l’esclusività gestionale. “Queste sentenze – asseriscono nella loro nota le associazioni pugliesi – confermano in ogni punto la nostra perfetta normativa che garantisce, così come sapientemente strutturata, la salvaguardia degli animali ricoverati nei canili”.

C’è poi il divieto di collocare i cani in strutture fuori regione, anche se la normativa è stata più volte disattesa.

Il rischio temuto è che ora quanto di buono previsto dalla legge venga modificato per normare un sistema, quale quello dei privati, che di fatto già esisterebbe. La richiesta rivolta all’Assessore al Welfare è dunque di “non procedere  alla modifica della legge regionale n. 12/1995″. Questo chiedono gli Amici del Cane di San Marzano (TA), le sedi dell’ANPA di Ginosa (TA), Santeramo (BA) e Taranto, l’Anpaa Onlus di Taranto, l’Anpa di Castellaneta e Massafra, entrambe in provincia di Taranto, l’ARCA di Acquaviva della Fonti (BA), l’ENPA di Galatina (LE), la Nuova Lara di Lecce, Agorà Campi Salentina (LE) e VPA di Foggia.

Il compito della Regione, a detta del Coordinamento, dovrebbe essere quello di vigilare. Regione e Comuni dovrebbero garantire la microchippatura dei cani sia di proprietà che randagi oltre che una reale e capillare sterilizzazione dei cani randagi e di quelli ricoverati nei canili. Sono questi gli unici strumenti, dicono le associazioni, validi contro l’abbandono e la prevenzione del randagismo. Una strada per arrivare alla temporaneità della presenza dei cani nei canili e non luoghi di prolungata o definitiva detenzione come più volte è stato denunciato.

Nei giorni scorsi una nota dell’ANPA di Santeramo in Colle, aveva però denunciato come la modifica della legge regionale sul randagismo, potrebbe già essere stata decisa. In particolare erano state interpretate come fonte di preoccupazione, le dimissioni del Presidente della commissione Regionale Randagismo.

Per lui una difesa a spada tratta avendo  fin “dall’inizio del suo incarico lavorato solo per ricercare soluzioni che potessero migliorare le attività di lotta randagismo e che si sono tramutate in alcuni importanti provvedimenti amministrativi”. Tra questi la relazione sul fenomeno del randagismo in Puglia, la stesura del piano di controllo delle popolazioni canine “rurali”, le Linee guida attuative dell’art. 2 della L. 281/91 e degli art. 6 e 8 della L.R. 12/95 in materia di prevenzione del fenomeno randagismo, la predisposizione delle check list relative all’identificazione degli indicatori di risultato per le AA.SS.LL, Comuni e Associazioni ed il Tavolo tecnico relativo alle proposte di implementazione dell’Anagrafe Canina Regionale.

Una Commissione, sembra di capire che ha ben lavorato peraltro a costo zero.

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