GEAPRESS – Il consigliere provinciale Enrico Bastioli, che è anche Sindaco di Bevagna (PG), ha impegnato il Presidente della Provincia di Perugia ad attivare un tavolo istituzionale, coinvolgendo anche Comuni e Regione, per “verificare la possibilità di modifiche alla normativa vigente che sollevino i Comuni da responsabilità che, ferme restando le loro funzioni in materia di lotta la randagismo, risultano talvolta oggettivamente sproporzionate”.

In italiano questo significa che i Comuni non vogliono spendere nemmeno un euro per il mantenimento dei loro randagi?

Bevagna ha una convenzione per il ricovero dei randagi con il canile della Lega del cane di Foligno, ma, a ben 19 anni dall’approvazione della legge sul randagismo, la 281 del 1991, non ha una struttura propria.

E’ inammissibile che a fronte di ritardi così macroscopici e di disattenzioni (chiamiamole così!) ai compiti istituzionali talmente evidenti,  si voglia correre ai ripari cambiando la legge: alibi per altri venti anni di rinvii?

Al Consigliere e Sindaco Bastioli vogliamo ricordare che proprio la legge 281/91 prevede per i Comuni, piccoli o grandi che siano, e per le comunità montane la possibilità di cooperare  e di costruire canili consortili.
Ricordiamo, inoltre, che la “lotta” al randagismo non si fa “solo” costruendo i canili e recludendo a vita  gli sfortunati randagi.

Sono necessarie le sterilizzazioni, le adozioni e fondamentalmente l’educazione dei cittadini e la promozione della corretta convivenza tra uomo ed altri animali.

La reclusione a vita dei randagi ha sicuramente un costo elevato per i Comuni,  la promozione culturale sicuramente no.
Meditate, amministratori, meditate!

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