GEAPRESS – La notizia è proprio sul sito web dell’Inter: “A pochi chilometri da noi, in Spagna, si consuma una continua tragedia che coinvolge decine di migliaia di cani e gatti ogni anno. Tutti loro, sani o meno, di razza o meno, cuccioli o meno, per legge sono soppressi dopo soli dieci o venti giorni dall’arrivo in canile (a seconda che siano stati scaricati dal proprietario o trovati a vagare sul territorio), in tutto lo Stato, fatta eccezione per la Catalunia“.

La Spagna ‘risolve’ così il problema del randagsimo, facile. E disumano.

Sono tante le associazioni italiane che si battono per porre fine a questo massacro, nell’articolo “Si scrive PERRERAS, si legge ORRORE!”, abbiamo raccontato anche la vita (breve) e la morte (atroce) dei cani e dei gatti  nei canili spagnoli; lo scorso otto maggio l’Italia della solidarietà con gli altri-animali è scesa in piazza per fermare il massacro dei cani e dei gatti,  in pochissime ore aveva già raccolto oltre 10mila firme (vedi articolo GeaPress) da inoltrare al Parlamento europeo.

Ogni giorno vengono salvati in tanti, grazie la lavoro dei volontari senza frontiere, ma è troppo poco, e soprattutto è assurdo che si debbano mettere in pratica salvataggi di animali da Stati comunitari che dovrebbero essere evoluti ed allineati, in tema di diritti, alle normative europee: roba da terzo mondo!

Gianfelice Facchetti (nella foto dell’INTER), figlio del calciatore dell’Inter Giacinto Facchetti,  attore, drammaturgo e regista teatrale, abbraccia la causa  dei disperati delle perreras e scende in campo. Per una partita importante.

Gianfelice Facchetti, che ha adottato proprio una cagnetta, Bambi,  salvata dalle perreras spagnole, parla di un business colossale nato e cresciuto attorno alle soppressioni “Chi più ne elimina più ricava!”

Non riusciamo a dargli torto, anzi il caso dei cani del nostro connazionale Simone Righi (vedi articolo GeaPress) ne è la conferma.

Ma  in Spagna non cè  solo il business delle soppressioni; il drammaturgo, che nel 2010 ha iniziato anche la carriera televisiva debuttando ne Le Iene con un servizio sulla vivisezione,  denuncia anche il business delle “nascite finalizzate alla soppressione“, tanto per aumentare il profitto! Poi si domanda:  “Perché incentivare milioni di morti ogni anno? Perché non sterilizzare? Ai comuni non costerebbe di più probabilmente. Perché non operare controlli?”.

Per finire  l’appello: “Non si offendano: gli iberici potranno aiutare noi a migliorare tante altre cose terribili, ma cominciamo a ragionare come una squadra che si rafforza anche grazie alla sua varietà! Non ci siamo uniti anche per questo? Prendiamoci la libertà di poterci perfezionare a vicenda, come dovrebbe avvenire in un campo da calcio! Aiutiamo la Spagna a fermare una mattanza inutile e atroce”.

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