GEAPRESS – La compagnia telefonica 3 si scusa ma il suo spot continua a fomentare polemiche. Anzi, parrebbe essere scomparso dalla circolazione.  Facendo leva su crisi economica ed esigenze di risparmio familiare, la coppia di attori protagonista della contestata pubblicità, sceglieva di fare a meno del cane. Un passo ambiguo.  Un cagnolino che tentava di farsi notare, a modo suo, nel corso di una discussione sui tagli alla spesa familiare. Ora, però, ad essere abbandonato sembrerebbe proprio lo spot.

La compagnia telefonica dovrà però incassare la denuncia-querela del PAE (Partito Animalista Europeo). L’atto è stato  inoltrato  alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano. A seguirne l’iter sarà l’avv. Edward Quimi, responsabile dell’ufficio legale del PAE. Il reato ipotizzato è quello di istigazione a delinquere. La pubblicità radiofonica della 3 invita, ricorda il PAE, a tagliare le spese “frivole” istigando di fatto ad abbandonare il proprio cane.

E’ un messaggio altamente diseducativo e moralmente inaccettabile per una società civile e sensibile, soprattutto in questo momento di profonda crisi economica qualcuno potrebbe emulare tale illegale comportamento punito dalla legge 189/2004” ha dichiarato Stefano Fuccelli, Presidente del PAE.

Lo stesso Fuccelli ha ricordato, inoltre, come le stesse campagne di sensibilizzazione promosse dalle associazioni animaliste contro l’abbandono degli animali, potrebbero essere vanificate da uno spot pubblicitario che rischia, invece, di incrementare il triste fenomeno del randagismo.

Forse una provocazione, dalla facile presa nella mente delle persone. Un meccanismo noto a chi fa pubblicità ma che deve sempre tenere conto della probabilità che una percentuale di chi rimane così impresso, in caso di crisi, magari, il cane l’abbandona per davvero. Meglio muti che senza pelliccia (di pelosetto), scherza ora qualcuno.

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