GEAPRESS – Una notizia curiosa, e speriamo non preoccupante, ha recentemente riguardato i cani de l’Aquila. Forse qualcuno ancora ricorda l’impegno dei Vigili del Fuoco occorsi nella città colpita dal sisma, rivolto anche al soccorso degli animali coinvolti nel terremoto.

Tremendi recuperi tra le macerie ed altri più lieti, ma comunque importanti, assieme ai padroni per fortuna scampati ai crolli. Vi erano poi i randagi. Gatti e cani spesso accuditi con una semplice ciotola di cibo, a volte sistemata in situazioni quasi comiche, come nelle cabine telefoniche non più funzionanti. Tanti volontari che pur tra i mille problemi causati dal terremoto, non si erano scordati di loro. Poi, pian pianino, è tornata la calma. Solo la calma, non la normalità. Si è ripreso anche a contare i cani randagi e si è ripreso a discutere su come organizzarsi per loro. Appena il tempo di riprendere in mano la rete di assistenza e su l’Aquila arrivò il G8.

La Protezione Civile – dice a GeaPress Elvira Damiani volontaria iscritta alla LEAL, la Lega Antivivisezionista – non so perché decise di portare via i cani randagi. Il G8, forse, non doveva mostrarli“.

Gli otto cagnoloni scampati al terremoto finirono così nei box del canili sanitario. Passati i lustrini del G8 non avrebbero dato più vergogna.

Quei cani sono bellissimi e tutti noi volontari siamo loro affezionati – aggiunge Elvira Damiani – Non vi dico la faccia che facevamo quando vedevamo in televisione le dirette di Bruno Vespa e scorgevamo i nostri randagini che lo seguivano ovunque“.

Il ritorno dei cani nella loro città non fu facile, ma il Sindaco Cialente accolse le richieste dei volontari ed i cani ricomparvero ufficialmente, ovvero come “cani di quartiere”.

Bianca, il pastore, cerino e gli altri ancora. Poi, pochi giorni addietro, la sorpresa. Quattro degli otto cani controllati dai volontari scompaiono. Scatta la ricerca ed ecco pian pianino ritrovarli nei paesi e nelle frazioni attorno alla città. Assergi, la Villetta, Castel del Monte. Ma chi li ha portati in questi posti?

Non sappiamo cosa pensare – ci dice Elvira Damiani – teoricamente potrebbero esserci arrivati con le loro zampe, visto che hanno l’abitudine di seguire chiunque. Ci sembra però un po’ strano, e poi appresso a chi?

Tutti trovati? No. All’appello manca Cerino (nella foto di copertina). Bel cagnolone colore miele. Nessuno l’ha mai ‘sposato’ ufficialmente per cui costituisce una coppia di fatto con Bianca, recuperata e rientrata in città.

Per favore – conclude Elvira – chi lo trovasse lo faccia sapere. Lo andremo a prendere subito“.

Per lui GeaPress mette a disposizione la seguente mail (info@geapress.org). La segnalazione verrà subito girata ai volontari de l’Aquila. Intanto, per tenere desta la memoria, vi proponiamo in foto gallery alcuni scatti di Elvira. Sono stati fatti nei giorni più tragici i quali, comunque, sono riusciti a riservare momenti di assoluta tenerezza. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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