GEAPRESS – I randagi di Kiev, e questa volta non solo loro, devono fronteggiare una nuova emergenza. Spenti i riflettori di Euro 2012 e lasciato sostanzialmente solo il nostro connazionale Andrea Cisternino che ha denunciato la strage dei cani randagi, sulla capitale ucraina sembra essere precipitato un nuovo problema che questa volta blocca tutti, o quasi.  Una intensa nevicata che ha richiesto addirittura l’intervento dell’esercito.

Il tutto in un paese dove del problema neve di certo non se ne parla come una emergenza. Temperature non bassissime per quei posti (la massima di oggi è di tre gradi sotto zero) ma proprio per questo foriere di grandi nevicate. Un disastro che si è andato ad accumulare ai problemi dei giorni scorsi quando intere aree dell’Ucraina sono rimaste senza luce.

Neve, ben sessanta centimetri nelle ultime ore, sopra un manto precedentemente caduto e già gelato. Città nel caos, dunque, anche perché non tutti hanno rispettato i consigli delle autorità di utilizzare la metropolitana, nonostante tutto presa d’assalto. Le limitazioni al traffico, specie quello pesante, non hanno evitato i grandi ingorghi dove sembra essere rimasto bloccato lo stesso Primo Ministro ucraino che ha dovuto abbandonare l’automobile ormai imbottigliata.

Che fine faranno i randagi accuditi dai volontari è ancora troppo presto per dirlo. Dove è possibile, le casette in legno ricavate in nicchie scavate in terra, reggeranno al freddo. Raggiungere i cani, in queste ore, appare però impresa ardua. Non si sono fermati invece i dog hunter, gli sterminatori di cani.

A denunciare i nuovi misfatti è sempre Cisternino. Una cagna, ad esempio, è stata uccisa proprio questa notte, mentre altri randagi hanno fatto la stessa fine nei giorni scorsi. Un problema che non trova soluzione e che Cisternino, ora, è intenzionato a portare a Bruxelles. A breve, a Kiev, ci sarà l’incontro con l’Eurodeputato Andrea Zanoni che già nel recente passato è intervenuto nei confronti delle autorità europee sul problema dei randagi ucraini. Come è noto, anche per tragiche vicende politiche, la parte di cittadini ucraini non filo Russia  ha più volte caldeggiato il desiderio di far parte dell’Unione Europea e l’influenza dei nostri governanti potrebbe non risultare così marginale come si è portati a credere. Purtroppo, però, sembra che in molti siano stati  interessati più al pallone che alle sorti dei randagi ucraini.

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