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GEAPRESS – Jesus. Inutile aggiungere il perchè del nome. Basta guardare il povero cane con le orecchie liquefatte, quando è stato trovato una ventina di giorni addietro nella immediate vicinanze di Villagrazia di Carini, in provincia di Palermo.

Tante malattie ed uno stato fisico penoso. Pelle ed ossa, riferisce a GeaPress il dott. Francesco Lombardo che assieme al dott. Ivano Santoro, entrambi Medici Veterinari, si sono presi cura del povero cane.  Due anni di età, che ha rischiato di perdere ai bordi di una strada. I volontari che hanno avvisato i Veterinari, avevano già deciso per il nome. Per il resto, però, le “analogie” finiscono lì.

Il cagnolone, infatti, è rimasto per giorni ai bordi di una strada. Nessuno ha pensato a lui nonostante, giurano i volontari che si sono accorti del fattaccio, tutte le autorità di Carini sono state allertate. Niente da fare. Accorre nei luoghi il dott. Lombardo ed il cane viene caricato nella sua macchina. Le analisi rivelano numerose malattie e poi, nelle ferite ormai infette, centinaia di larve di mosche. Il cane veniva mangiato da centinaia di piccoli morsi al secondo.

Su quanto sia potuto accadere è difficile da dirsi. E’ probabile però che sia rimasto vittima di un litigio con un altro maschio. Una cagnolina in calore potrebbe avere innescato il tutto e chi stava per lasciare la vita è rimasto poi a marcire, letteralmente, sul ciglio della strada. Ora, grazie alle terapie effettuate, sembra avviato lungo la strada della guarigione ma la sua situazione continua a rimanere difficile.  “Faccio un appello alle persone di cuore – riferisce il dott. Lombardo a GeaPress – quel cane deve essere adottato, non può continuare a stare in ambulatorio. Di certo – aggiunge il medico veterinario – non è un ambiente dove poter vivere“.

I problemi, però, non giungono mai da soli. Il cane, infatti, ha un carattere difficile. Non si fa avvicinare da nessuno e la tentata passeggiata di oggi ha rappresentato un primo tentativo di riappacificazione, più o meno riuscito.

Capisco le difficoltà – spiega il dott. Lombardo –  lo prenderei con me, ma ho già altri cani. Ha un carattere difficile, ma è pur vero che su quella strada stava morendo. Ha diritto anche lui ad una vita dignitosa“.

In fin dei conti, doveva avere diritto ad una assistenza diversa. L’impegno a far fronte ai problemi derivanti dal randagismo è dei Comuni. Ha invece rischiato di morire mangiato dalle mosche. Poteva costituire un problema sanitario o comunque, nel caso remoto si fosse da solo ripreso, poteva creare altri problemi che qualcuno,  soccorrendolo, ha invece evitato. Le sue piaghe sono ora guarite. Il disinteresse che le ha generate, sembra invece destinato a durare.

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