GEAPRESS – Trentanove parlamentari iraniani hanno presentato  un disegno di legge, che  vorrebbe  vietare ai cani l’accesso nei luoghi pubblici.
Il cane è considerato, secondo alcuni precetti islamici, un animale impuro!
Nel disegno di legge l’adozione di un cane “è considerata una pratica occidentale,  che nulla a che fare con i valori iraniani“, quindi si vorrebbero emanare non-diritti per bipedi cinofili e per i loro amici a quattro zampe.
Se la legge venisse varata si prospetterebbero tempi ancora più duri degli attuali: chi verrà sorpreso in luoghi pubblici col proprio cane dovrà pagare cinque milioni di riyal (5mila euro) di multa e dovrà ‘disfarsi’ del cane entro dieci giorni. Se l’umano non ottempererà all’ordine, allora saranno le autorità sanitarie a prelevare il cane.
Il divieto riguarda non solo  i luoghi pubblici, ma anche l’interno della propria autovettura, che spazio pubblico proprio non ci sembra.
La strage è scontata!

La religione islamica, però, non ‘vieta’ i cani. Nella tradizione coranica è vietato tenere in casa un cane senza motivo, ma se svolge un lavoro preciso è tollerato.
Non possono presenziare ai pasti o alla preghiera, ma  l’unica prescrizione raccomandata  è quella di lavarsi le mani dopo averli toccati.

Per la religione islamica il contatto con un essere impuro “naajis” comporta una condizione “naisat”, che impedisce di accedere ad alcuni atti rituali. Tutto qui? Ebbene sì. La condizione “najasat” si supera, in maniera molto semplice, con le abluzioni rituali.
I cani convivono con i musulmani da secoli e sono sfruttati, come del resto in tutte le parti del mondo, come guardiani della casa e delle greggi o per la caccia.

Ma gli intolleranti, tra gli intolleranti, non demordono: l’impuro cane va allontanato e il suo amico umano punito.
Già lo scorso anno, in Iran, la polizia aveva multato  proprietari  ed aveva sequestrato i cani,  che camminavano con loro  nelle strade e nei parchi.
Alcuni anni fa, nel 2008, riferisce un’ Ansa dell’epoca, un settantenne fu condannato a 30 frustate ed a quattro mesi di reclusione, perché portava a spasso i suoi tre cani in un parco pubblico.
Ai tempi la campagna ‘moralizzatrice’ era stata lanciata dalla polizia iraniana, nel mirino non solo i cani, ma anche le donne troppo scoperte e gli uomini con il taglio di capelli all’occidentale.

Ma i problemi tra islamici e cani non si fermano a Teheran e dintorni.
Nella civilissima Londra, di recente, ciechi accompagnati dal cane giuda si sono visti rifiutato l’accesso sugli autobus cittadini;  due le varianti, o l’autista del mezzo era di religione islamica o sull’autobus erano presenti musulmani che, alla vista del cane, hanno cominciato a gridare.

A Lèrida, in Spagna, la locale Comunità islamica ha chiesto all’amministrazione comunale di vietare l’accesso dei cani sugli autobus e nei luoghi pubblici, perché la loro presenza offende i musulmani. La Comunità islamica di Lèrida, nella rivendicazione del divieto, porta come esempio proprio Londra, dove, a loro dire,  la presenza dei cani sugli autobus cittadini sarebbe  già stata vietata. A noi risulta, invece, che si è trattato di singoli episodi.

Vale ricordare e puntualizzare, prima di gridare “all’immigrato”, che di religione musulmana  sono anche  tanti cittadini europei, nati in Europa e discendenti da europei. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).