GEAPRESS – Nei giorni scorsi avevamo riportato la notizia dell’ennesima crudelissima storia di maltrattamento. Un cagnetto, tipo volpino, scuoiato vivo a Taranto (vedi articolo GeaPress). Il cane è morto poco dopo il ricovero del veterinario e l’Associazione ANPAA (Associazione Nazionale Animali Affezione), che assiste i randagi della città, ha provveduto a presentare denuncia contro ignoti.

Il grave fatto costato la vita al cane è avvenuto in una città simbolo, soprattutto nel recente passato, della pessima gestione della cosa pubblica e di una regione che dell’assistenza impropria ai randagi ne ha fatto scopo di lucro contribuendo a generare opportuni termini come “business randagismo” e “canile lager”. La Puglia è la regione del gestore del canile che avevano provveduto a tagliare le corde vocali ai cani venendo incontro ad un provvedimento che imponeva la tranquillità sul posto (sic!).

Ed i cani con l’acqua salata da bere? La polemica si scatenò tempo addietro, in una zona molto vicino al quartiere Salinella di Taranto, dove è stato rinvenuto il volpino agonizzante e poi deceduto. L’acqua salata, poi, non è stata riscontrata ma la lunga polemica sul mega canile privato convenzionato, perdura tutt’ora. Mille cani e questo nonostante la delibera della Regione che conferma (come da stravecchia legge regionale sul randagismo) un tetto massimo di 200 animali per struttura. La disposizione risale addirittura al 1995, data di entrata in vigore della Legge Regionale sul randagismo. Poi mille deroghe e consequenziali fuorvianti interpretazioni, fino all’ultimo provvedimento della Regione Puglia del 2006, che conferma quanto disposto dalla legge fin dal 1995. In Puglia, però, vi è l’emergenza (eterna) del randagismo, ed anche un divieto perentorio può diventare aleatorio.

I cani, intanto, parrebbero continuare ad entrare. Il mega canile è convenzionato con la Provincia regionale. Come è accaduto tutto questo? Non si sa. L’undici novembre scorso, però, ben nove associazioni tarantine hanno chiesto al Sindaco di emanare apposita Ordinanza per confermare il tetto di 200 cani anche per la struttura di Salinella.

Dimenticavamo. Qual è il canile convenzionato? Il famosissimo San Raphael, già nel passato sottoposto a provvedimento di sequestro e mille polemiche su soldi e pubblica amministrazione. Anzi uno strascico permane ancora, proprio sui soldi versati dal Comune. Il Commissario liquidatore del Comune di Taranto, insediatosi dopo le dimissioni del Sindaco Rosanna Di Bello facenti seguito, a sua volta, ad una condanna, nel marzo 2007 dichiarò che il dissesto del Comune era pari a ben 637 milioni di euro. La prima udienza si è svolta recentemente. Vedremo.

Il nuovo Sindaco Ippazzio Stefàno ha invece, opportunamente, provveduto alla ristrutturazione del canile municipale. Vi è pure una saletta per le medicazioni, insufficiente comunque ad affrontare i casi problematici.. L’Asl ha disposto l’invio di bravi Veterinari ed a Taranto iniziano le sterilizzazioni e le reimmissioni nel territorio. L’Amministrazione comunale inizia a collaborare con l’ANPAA Onlus, presieduta da Alessandra Danese. A lei arrivano le chiamate del servizio di cattura dei cani e se incidentati o comunque bisognevoli di cure, ne viene disposto l’invio in un ambulatorio veterinario specializzato. E’ successo con il volpino torturato ed è successo, lo scorso 4 giugno, con leone.

Chi è leone? Un bel meticcio dal manto chiaro amato da molti abitanti del quartiere Paolo VI. Un giorno, però, viene trovato trafitto da undici coltellate. Ma leone è un … leone! Supera la tremenda prova di crudeltà e per lui scatta l’adozione. Si provvede così a toglierlo dal luogo dove era crollata la gioia di chi badava a lui. Leone finisce nella casa di una persona di fiducia di Alessandra, ma l’amato (nonostante tutto) luogo rappresenta per lui un richiamo irresistibile. Distrugge mezza recinzione (se no che Leone è …) e poche ore dopo eccolo riapparire nelle via del quartiere Paolo VI, dove, neanche a farlo apposta, trova una randagia appena arrivata e per questo non ancora sottoposta all’intervento di sterilizzazione. Il risultato è che Leone ha ora la sua principesca discendenza. Lui, la cagnetta (ora sterilizzata) ed i cuccioli. Guai a chi, sconosciuto, si avvicina a leone. Il “pericolo” non è lui, che è buonissimo, ma gli abitanti che vigilano sulla sua incolumità.

Ma quanti cani randagi ci sono a Taranto? Nel centro storico ne rimangono pochissimi. Tutti sterilizzati e ben accuditi in primis dai commercianti. Quando a fine anno i buontemponi esplodono i petardi, i cagnetti vengono sistemati all’interno di alcuni negozi per passare al riparo quantomeno le ore scoppiettanti. Il problema è invece la periferia, e non solo per i botti. I cani, secondo L’ANPAA, sono centinaia. Il numero degli abbandoni spesso inficia l’intervento dei volontari. Dove un gruppo di cani è ben accolto e si è provveduto alla sterilizzazione, il loro numero si stabilizza e la situazione torna tranquilla. Poi ci sono nuovi abbandoni e si riprende daccapo. In tutta la provincia almeno 20.000 randagi. Sorgente inesauribile da deviare spesso in mega strutture ancora senza tetto, inteso il numero massimo stabilito quindici anni addietro. Ma Taranto è nella regione del fantomatico canile di Cassano, noto alle cronache anche giudiziarie. A Taranto può anche capitare che il magistrato al quale erano stati depositati, ed archiviati, alcune denuncie sulla questione randagismo, finisca poi arrestato. Non c’entrano i cani ma dalle indagini compiute dai Carabinieri parrebbe che abbia compiuto favoritismi. Ognuno la pensi come vuole, ma di sicuro il malaffare è un fenomeno con ampie capacità di interconnessione. Intanto qualcosa si inizia a muovere, grazie ai volontari che hanno richiesto, ed ottenuto, alcune scelte di buon senso. Speriamo allora che al più presto si provveda a dare a tutti un “tetto” promesso quindici anni addietro. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).