veglia cane
GEAPRESS – Non molto distante dal grande Presepio dove la notte  si rifugiano i randagi (vedi articolo GeaPress). L’avvelenatore, ultimamente, ha colpito a Poggio San Francesco, sempre nel vasto territorio comunale di Monreale, in provincia di Palermo. Dito puntato sul mondo della pastorizia, ma ancora, tengono a precisare i volontari, nessuna certezza di prova. Anzi, per tutti i casi precedenti tenuti a mente, nessuno sembra  arrivato a soluzione.

Negli ultimi dieci giorni – riferisce a GeaPress Alessio Di Dino  volontario dell’OIPA di Palermo – si sono registrati sei casi di morte per presunto avvelenamento. Il condizionale è d’obbligo perchè in genere non si interviene“.

A morire anche un cucciolone, vegliato per tutto il tempo che il corpo è rimasto in quel posto, da uno dei cani dello stesso gruppo. Mamma e giovani di circa sei mesi. A loro, spiegano i volontari, si erano aggiunti altri cinque cani compreso il bastardino  che ha vegliato il cucciolone morto. “La cagna – aggiunge Alessio Di Dino – era stata sterilizzata a proprie spese dai volontari“.

Amaro il commento di chi, disinteressatamente, si occupa dei randagi. “Non abbiamo alcun aiuto e ci sentiamo veramente soli“.

Alcuni dei cani del branco erano rimasti coinvolti in un precedente avvelenamento. In questo primo caso ad essere utilizzato per avvelenare l’esca era stato un topicida. Forse, riferiscono sempre i volontari, uno dei cani aveva mangiato esche precedentemente sparse.

Cani che arrivano e cani muoiono. In un mese nuovi animali si sono aggiunti al branco rimpiazzando di fatto quelli già morti a causa del veleno. Finchè non vi sarà una risposta forte da parte delle Istituzioni, repressione del reato ma anche prevenzione con le sterilizzazioni, sarà sempre così.

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