GEAPRESS – Nessuno sta più a misurare quanta neve è caduta. Eppure in quel disastro bianco, le mani spaccate dal gelo, il viso sempre umido ed arrossato, c’è pure chi trova la forza di sorridere e compiacersi del fatto che almeno i cani non si rendono conto di cosa li sovrasta.

Tutto pronto a crollate, tutto puntellato, tutto sotto una nevicata eccezionale che rende difficoltosi, per non dire impossibili, gli stessi spostamenti dei volontari.

Nelle provincia di Campobasso le strade sono ancora intasate ed i volontari stanno tentando di rendere praticabile il minimo occorrente per le incombenze quotidiane. Questo è oggi il rifugio di Maria Rosaria Romano a Mirabello Sannitco (CB).

Una nevicata così è difficile ricordarsela – dice a GeaPress Maria Rosaria Romano – abbiamo sempre affrontato tutto, siamo abituati alle neve, ma non così. Sabato notte abbiamo passato momenti di vero panico. Con un tetto crollato e gli altri che scricchiolavano pericolosamente. Ora – dice quasi facendosi coraggio – c’è sempre la preoccupazione, il terrore che venga già tutto, ma almeno abbiamo capito con che cosa abbiamo a che fare. Siamo riusciti a puntellare, prima con il solo nostro aiuto, poi con degli operai chiamati appositamente. Ma all’inizio è stato drammatico“.

In queste ore c’è chi ha invitato a spostare i cani. Sembra facile, ma già è eccezionale riuscire a camminare per raggiungere il rifugio. Duecento animali non sono uno scherzo. In aggiunta a ciò, quello che occorre per mantenerli. In buona parte sono cani anziani. Quel rifugio per loro è la loro casa. C’è qualcheduno più giovane ma per ora, le età di nascita, non fanno differenza. In provincia di Campobasso, nelle alture dell’entroterra molisano, per ora è tutto bloccato.

Nella serata di sabato, quando dalla Redazione abbiamo chiamato Prefettura, Sindaco e Protezione Civile, il Comune aveva difficoltà a mettersi in contatto con alcune famiglie che avevano in casa gravi ammalati. Situazioni di emergenza, ma anche di scarsa organizzazione che non sempre è giusto addebitare alla pubbliche amministrazioni. Questi sono eventi dove dovrebbe intervenire l’esercito. Ma è mai possibile che riusciamo a mandare i carri armati in cima ad una montagna dall’altro capo del mondo e si è dovuto invece aspettare solo le 12.15 di domenica per vedere comparire uno spalaneve vicino al rifugio? Per i criticoni che magari penseranno che non aveva senso inviare quello spalaneve per i cani, si sappia, allora, che quella stessa strada doveva essere con urgenza liberata anche per chi doveva portare aiuto ad intere famiglie isolate dalla tormenta. Il dramma di un rifugio dove rischia di crollare un tetto è solo un aspetto di tanti problemi che contemporaneamente si presentano e chiedono, ognuno con le sue giuste ragioni, immediata risoluzione.

Quando la strada diventa indistinguibile dalle campagne circostanti. Quando muretti, dislivelli del terreno, piccoli manufatti, risultano tutti ugualmente avvolti da un manto omogeneo che uniforma anche lo sconforto, non rimane altro che da dire grazie. Grazie a tutte quelle persone che direttamente, sul campo, tra la neve, le temperature in picchiata, le mani bagnate che bruciano di dolore, hanno continuano a darsi da fare sotto un tetto che rischiava di crollare da un momento all’altro. Grazie a tutti quelli che si rimboccano le maniche e che trovano poi anche solo un momento per rallegrarsi del fatto che, forse, un cane si sta pure divertendo a giocare in quell’universo bianco.

C’è poco da dire, molto da fare ed anche da pensare. Per alcuni, anche il pensare, verrà dopo. Quando si dovrà fare la conta dei danni. Per sapere, al momento opportuno, come portare avanti una struttura che si caratterizza per cani anziani. Rimasti, quasi esclusivamente loro, nella lunga storia di tanti altri salvati dal sacrificio di poche persone. Non scordiamoci dei cani di Mirabello Sannitico. Non scordiamoci dei cani e degli altri animali, sono scordiamoci di chi ha di bisogno. A due zampe o gambe, con le ali, con l’abbaio o la parola. Sono lo specchio nascosto della nostra esistenza. Quella che in molti casi fa comodo non vedere.

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