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GEAPRESS – Incontro, stamani, tra l’Ambasciatore di Romania in Italia Dana-Manuela Constantinescu e le presidenti delle associazioni ENPA e Save The Dogs, Carla Rocchi e Sara Turetta. Al centro dell’incontro la legge cosiddetta “ammazza randagi” e la recente approvazione da parte della Camera del Parlamento romeno. Come è noto, il nuovo testo prevede la soppressione dei cani accalappiati dopo 14 giorni di presenza in canile. Questo se il Comune non vuole sostenere ulteriori costi per una  prolungata permanenza.

Con l’incontro di oggi l’Ambasciatore ha inteso dare risposta alla richiesta  fatta pervenire dalla due associazioni. Una iniziativa che aveva anticipato di poco quella avanzata  al Presidente del Senato Pietro Grasso e al Ministro degli Esteri Emma Bonino, affinché si attivassero nei confronti del Governo rumeno e nelle opportune sedi europee. In questo caso l’invito  era stato formulato dalle Senatrici Silvana Amati, Monica Cirinnà, Manuela Granaiola e Loredana De Petris.

Nell’incontro di oggi Sara Turetta e Carla Rocchi hanno consegnato all’Ambasciatore Constantinescu le foto delle proteste che in mezza Europa si sono sollevate contro il provvedimento, sottolineando altresì il grave danno d’immagine internazionale subito dalla Romania qualora la legge venisse promulgata.

L’incontro si è svolto in un clima di estrema cordialità – ha commentato la presidente di Save The Dogs Sara Turetta – e ho avuto modo di presentare in modo diffuso i principi che ispirano l’intervento della nostra associazione e i temi che stanno a cuore alle organizzazioni di tutta Europa. Ho ribadito – ha aggiunto Sara Turetta – che serve un approccio integrato, che agisca contemporaneamente sui randagi e sui cani di proprietà, e una collaborazione tra le istituzioni e le associazioni animaliste”.

La presidente di ENPA Carla Rocchi si è invece soffermata, su richiesta dello stesso Ambasciatore,  sulla legislazione italiana. L’Ambasciatore Constantinescu, riferisce il comunicato congiunto delle due associazioni, si è mostrata estremamente sensibile e interessata ai temi legati alla protezione degli animali.

L’Ambasciatore Constantinescu ha poi voluto ricordare un episodio che l’ha vista direttamente coinvolta a Bucarest. Tre cani sterilizzati e molto amati del suo quartiere sono stati (con suo disappunto) rimossi in seguito alle proteste di alcuni residenti. L’Ambasciatore si è detta consapevole che tale rimozione ha di fatto lasciato spazio all’arrivo di nuovi randagi. Constantinescu ha inoltre garantito alle associazioni un suo personale interessamento presso le autorità rumene e si è impegnata a riferire dei contenuti dell’incontro con i propri referenti a Bucarest.

Si ricorda  che la cosiddetta legge “ammazza-randagi” è stata approvata in fretta e furia il 10 settembre scorso dalla Camera del Parlamento romeno sulla scia emotiva provocata dalla terribile vicenda della morte di un bambino di 4 anni, presumibilmente sbranato da alcuni cani randagi alla periferia di Bucarest. In seguito al voto del Parlamento, il 16 settembre 30 Senatori coadiuvati da alcune associazioni animaliste avevano fatto ricorso alla Corte Costituzionale ottenendo il blocco momentaneo della legge. Motivo di incostituzionalità sarebbe l’eccessiva disparità fra la legge votata pochi giorni fa e quella in discussione da ormai 24 mesi.

Le consultazioni da parte della Corte Costituzionale inizieranno mercoledì 25 settembre.

In Romania esiste un fenomeno di randagismo endemico che probabilmente non ha pari in Europa. Il problema ha le sue lontane radici nella politica sconsiderata di Ceauşescu, che aveva imposto il trasferimento di massa della popolazione dalle campagne alle città con conseguente abbandono dei cani di proprietà. Prassi questa, purtroppo perpetrata fino ad oggi e causa di un circolo vizioso che ancora non è stato possibile spezzare a causa dell’enorme numero di cani abbandonati dai proprietari e dalla mancata gestione del fenomeno da parte delle istituzioni. Contro le soluzioni che prevedono la cattura e l’uccisione degli animali vaganti considerate inefficaci oltre che crudeli e inaccettabili dalle associazioni animaliste, Save the Dogs propone l’unico metodo indicato risolutivo dall’ OMS nei casi di randagismo endemico: la sterilizzazione e il rilascio sul territorio e l’applicazione di una severa legislazione che regoli la detenzione dei cani da parte dei proprietari così come la loro commercializzazione. L’associazione italiana è infatti attiva in Romania da 12 anni con due centri a Cernavoda e Medgidia (sud-est del Paese) ed attua programmi di assistenza veterinaria domiciliare, educazione nelle scuole e sterilizzazioni a tappeto anche tramite la propria clinica mobile. Grazie all’approccio di Save the Dogs le due cittadine hanno ora un randagismo contenuto e sotto controllo e si sono dotate della prima anagrafe canina della Romania.

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