GEAPRESS – In Europa non vi è una legislazione comunitaria che regolamenti la gestione, in termini di salute e benessere, degli animali. Un segnale, secondo l’Organizzazione Internazionale Protezione Animali, di profonda arretratezza che contrasta fortemente con quanto desiderato dai cittadini europei. Una sensibilità, quest’ultima, che invece è stata recentemente dimostrata anche nel numero record di firme di protesta raccolte proprio contro le perreras: ben 112.683. Eppure l’Europa arranca, anzi l’unico testo al quale è possibile fare riferimento, ovvero la Convenzione Europea per gli animali d’affezione del 1987, dice sempre l’OIPA, non esclude l’uccisione dei randagi come metodo di controllo del sovrannumero.

Per questo, il 7 dicembre scorso, il Presidente OIPA Internazionale, Massimo Pradella, insieme all’eurodeputato Andrea Zanoni, aveva incontrato a Bruxelles il responsabile Benessere animali del gabinetto del Commissario Europeo John Dalli, per chiedere azioni concrete per la tutela di cani e gatti randagi in tutta Europa. Ne era però conseguita una lettera di risposta ove si evidenziava come il controllo delle popolazione canina nei Paesi membri non era materia regolamentata dalla UE. Tuttavia nella stessa lettera veniva evidenziato come in vista della preparazione della strategia UE per la protezione e il benessere degli animali 2012-2015, la Commissione potrebbe considerare possibili iniziative a tutela del benessere animale. Questo nel rispetto di quanto chiesto dalla dichiarazione scritta degli europarlamentari, che è pervenuta lo scorso ottobre.

Le considerazioni che ci ha inviato la Commissione Europea – ha dichiarato Massimo Pradella, Presidente OIPA Internazionale – dimostrano una presa di coscienza del problema e possono portare miglioramenti legislativi sul lungo periodo, ma ora il nostro obiettivo è porre un freno a questa strage in tempi quanto più brevi possibile.”

L’OIPA manterrà alta la pressione sulla Commissione Europea affinché le intenzioni manifestate si tramutino in fatti concreti. Occorre cioè attivare una nuova linea di azione a livello locale per interfacciarsi con le istituzioni spagnole attraverso la collaborazione con le leghe spagnole. Una strategia congiunta che consenta di potere rivolgersi direttamente al Parlamento spagnolo. 

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