GEAPRESS – Una cliente delusa per essere stata richiamata dal personale mentre visitava il grande centro commerciale, accompagnata dal suo cane. Delusa per il trattamento riservato e poi anche per l’uso destinato a quel terreno superstite della Piana di Palermo. I magazzini in questione sono quelli del Centro Commerciale Conca d’Oro, dal nome che un tempo caratterizzava proprio la campagna palermitana. Negozi e ipermercati di colore dorato nella periferia nord di Palermo, ovvero il Centro commerciale voluto dal Presidente della società Palermo Calcio, Maurizio Zamparini.

Non metterò più piede in quel posto” urla la cliente, storpiando il nome del centro commerciale. “L’Ordinanza Brambilla – riferisce sempre la signora – recependo l’importante cambiamento sociale, ha vietato di vietare (ad eccezioni della facoltà lasciata a farmacie, supermercati, generi alimentari e ospedali, per comprensibili ragioni igieniche) l’accesso dei cani ai negozi“. Alla cliente, ad ogni modo, non era stato impedito l’accesso, ma il personale l’avrebbe invitata in maniera calzante (dice sempre la signora) ad ottemperare all’obbligo di museruola.

La direzione del centro commerciale, da noi contattata, dichiarandosi dispiaciuta per l’accaduto, tiene a precisare che non è interdetto a nessuno l’accesso con il proprio cane. Anzi, proprio di recente, è stato adottato dal personale un randagino che un giorno si è presentato alla porta. Quello che invece viene richiesto ai proprietari dei cani di grossa taglia, così come era quello della cliente in questione (un cane pastore), è l’uso di guinzaglio e museruola. “Questo – tengono a precisare al centro commerciale – solo per precauzione, considerata l’elevata concentrazione di persone, non certo per pregiudizi nei confronti dei cani“. Nel nostro caso il cane era sprovvisto di museruola. Tutto risolto dunque. Anche il nome del randagino adottato che, manco a dirlo, è stato chiamato “Maurizio” …

Ma come stanno in realtà le cose? Potrebbe un altro centro commerciale, come un grande magazzino o una pasticceria, rifiutare l’accesso ai cani?

In Italia (a prescindere dall’ex Ministro del Turismo animalista) non vi è alcun divieto di entrare con il proprio cane nei locali aperti al pubblico. Non solo. Sono tra questi compresi gli alimentari, ristoranti, bar e mezzi di trasporto. Il divieto vale invece per quei luoghi dove gli alimenti si preparano, oppure vengono trattati e conservati. Si tratta, in pratica, dei laboratori di alimenti.

Secondo il Ministero della Salute, un diverso comportamento da parte degli esercenti ravvisa l’illegalità. A pensarla così è anche l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) la quale ha ricordato, con una sua circolare, come non si può vietare, ove è invece consentito, farsi accompagnare dal proprio cane. Il padrone deve però garantire le norme di sicurezza ed evitare che l’animale sporchi. Fatto salvo l’obbligo di guinzaglio e museruola come da profilassi antirabbica, nulla è possibile vietare.

Esistono poi dei divieti tassativi come nel caso dei padiglioni ospedalieri e nelle zone di massima protezione dei Parchi e delle Riserve naturali, ed altri illegittimi, come a volte capita nelle Ordinanze comunali. In Italia, pur non potendolo fare, ci sono state pubbliche amministrazioni che hanno vietato l’accesso con il cane nei cimiteri e nelle ville cittadine. Nessun divieto anche per i mezzi di trasporto ma è meglio, specie per i trasporti navali ed aerei, informarsi di volta in volta con le singole compagnie.

Ad ogni modo, a prescindere se per rabbia o sicurezza, ove non viene impedito l’accesso con i cani, venirsi un poco incontro non fa male a nessuno ed il cane con la museruola, sebbene è comprensibile possa dispiacere, per poco tempo può anche essere accettato.

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