GEAPRESS – Tutto bruciato, a parte i cani. Croccantini, cucce, ciotole, medicinali, strumenti vari indispensabili per la quotidiana assistenza ai cani soccorsi dai volontari di Aragona (AG). Ieri, intorno all’ora di pranzo, Pietro e Mary, della LIDA di Aragona, hanno dovuto precipitarsi in strada. Il magazzino è andato in fiamme, forse a causa di un corto circuito. “Non vogliamo pensare ad altro – dice a GeaPress Pietro Severino, responsabile della LIDA di Aragona – se non che abbiamo perso tutto. Con i Vigili del Fuoco siamo rimasti fino a sera. Ora vi è solo un cumulo di cenere. Per fortuna che non c’erano i cagnetti delle degenze“.

Ad Aragona, ormai da troppo tempo, dovrebbe essere già funzionante il nuovo rifugio prefabbricato, annunciato dopo l’intervento della Task Force voluta dal Sottosegretario alla Salute Francesca Martini (vedi articolo GeaPress) che aveva scongiurato la deportazione dei cani in un canile fuori Sicilia. Lo scorso novembre era stato stilato un protocollo d’intesa. Ed invece, per ora, ci sono solo i paletti e la recinzione acquistati con i soldi raccolti dai volontari.

Stamani la dott.ssa Matassa [n.d.r.: dirigente veterinario del Ministero della Salute] mi ha chiamato – ha riferito Pietro Severino – Ha assicurato che aveva già inviato un fax urgente al Comune per la nuova struttura, ci ha chiesto cosa era successo, ha ascoltato la nostra disperazione. Siamo stanchi, ma come si fa, ogni giorno, a non pensare ai cani“.

I cani, per legge, sono del Comune il quale avrebbe dovuto mettere a disposizione parte di quanto occorreva per i lavori. Occorrerebbe ad esempio il piano in calcestruzzo ma in Sicilia per ora piove (da pochi giorni …, da due mesi invece non cadeva una goccia d’acqua) e non è possibile sistemare il piano necessario ad ospitare le struttura. Intanto Pietro e Mary si sono pure ustionati, sebbene non in forma grave.

Quelli che sono bruciati erano tutti gli aiuti arrivati. Rimangono in piedi, oltre ai cani, solo il sito della LIDA di Aragona, dal quale affluiscono gli aiuti, on line grazie all’impegno di una delle volontarie non siciliane. Una ragazza di Bologna. Intanto Pietro già da oggi si è dovuto scordare dell’incendio. Ha acquistato tre sacchi di mangime ed è andato dai cani. Nel nuovo rifugio, ci sarebbe stato anche il magazzino, ma in Sicilia, regno dell’abusivismo edilizio, il cemento ora non viene giù. C’è il problema dell’umidità, nel senso che a rimanere immersi nel fango delle piogge degli ultimi giorni sono il centinaio di cani del vecchio rifugio. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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