GEAPRESS – Lukanikos detto anche Kanellos, Petros, Konstantinou, Anna sono in tanti, oltre  2000,  i randagi  di Atene. Tutti hanno una medaglietta al collo con nome e numero di telefono per la segnalazione di eventuali incidenti. Molti sono diventati famosi, come “indignati”, come “black bloc”, come habituè delle scalinate della piazza del Parlamento, come schiacciatori di pisolini ai piedi della statua del Milite ignoto, come accompagnatori di turisti.
 
I cani randagi ellenici, insomma,  si comportato come tutti i cani di quartiere a cui è permesso vivere liberi, interagendo con i cittadini umani, condividendo spazi ed emozioni, intessendo una fitta rete di rapporti sociali e… scegliendo da che parte stare quando gli umani scendono in piazza per protestare, come fa Kanellos ogni volta che fiuta aria di manifestazione.

Atene, nonostante la crisi e raschiando il fondo del barile, ha trovato i fondi per non abbandonare i randagi: un piano di sostegno medico-alimentare per la comunità canina dei randagi, divenuti simbolo della Città.

Il primo censimento dei randagi cittadini fu effettuato nel 2003, un anno prima delle Olimpiadi. Inizialmente volevano sopprimerli tutti, ma l’amministrazione cittadina optò, poi, per una campagna di sterilizzazioni, vaccinazioni e reimmissione nel territorio di provenienza con distribuzione di un po’ di cibo quotidiano.

Fu una grande vittoria delle associazioni animaliste greche, che avevano messo in atto una forte e continua campagna di pressione sui politici. Al posto dello sterminio di massa partì la campagna di sterlizzazione. Gli organizzatori dei giochi olimpici, invece, avrebbero voluto catturare i cani e rinchiuderli nei canili.

La Presidente del Comitato Atene 2004, Gianna Angelopoulos, a luglio del 2003,  spiegava  il piano  “La nostra iniziativa si sviluppa su tre passi. Si partirà con la raccolta degli animali che girano nell’area di Atene, si procederà poi con la loro vaccinazione e sterilizzazione, infine i cani verranno rimessi in libertà nei luoghi dove sono stati prelevati“.

La responsabile della Task-force randagi del Comune di Atene,  Ekathimerini Anna Makri, racconta le difficoltà di inizio anno quando per sei mesi il piano di sostegno  è stato messo da parte, nessuna risorsa “pubblica” per i randagi! A farsi carico dei cani, in questo periodo, sono stati i cittadini ateniesi, che con una gara di solidarietà hanno provveduto al sostentamento  della grande colonia “canina”.

Ora il ViceSindaco di Atene, Antonopoulos, fa sapere che i fondi per i randagi sono stati trovati.

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