GIUSTIZIA PER GAETANO
Ancora un altro caso di efferata violenza nei confronti di animali.
GEAPRESS – Pochi giorni fa avevamo dato la notizia del gatto seviziato ed ucciso da due minorenni a Cortemilia (vedi articolo GeaPress) e poi, ancora, il caso del cane ucciso a colpi di pietra e poi bruciato in provincia di Agrigento (vedi articolo GeaPress). Ancora una volta siamo costretti a dare una notizia di efferata violenza, ancora una volta sono protagonisti animali che convivono pacificamente con l’uomo.
A Palermo è stato impiccato un cucciolone amato dai bambini.
Gaetano viveva al quartiere Marinella, in zona Tommaso Natale. E’ stato impiccato ad un cassonetto della spazzatura. La foto shock è già ampiamente diffusa su internet, su FB sono partite petizioni di protesta.
Gaetano, nato da una randagia, non aveva trovato una casa, i suoi due fratellini erano stati più fortunati.
Gaetano non dava fastidio, era amato da tanti, allora perchè è stato ucciso così barbaramente?
Saranno mai trovati il/i colpevole/i di questo efferato delitto?
Certo il quartiere dove il caso ha voluto che nascesse Gaetano è un quartiere difficile, ma cosa fanno le istutuzioni per educare alla corretta convivenza tra uomo ed altri animali?
Sono adulti o bambini gli autori del delitto?
Se sono bambini, uomini e donne del futuro, a loro favore operano assistenti sociali o pedagoghi?
Piuttosto che inondare i giornali locali di e-mails, le proteste andrebbero inviate al Sindaco per i mancati supporti sociali al quartiere, al servizio veterinario ASL per le mancate sterilizzazioni dei randagi.
Di certo vogliamo giustizia per Gaetano.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).









Ciao, tesoro! Adesso nessuno potrà più farti del male. Vola in alto, al di sopra di tutti questi orrori con cui quasi quotidianamente siamo costretti a convivere. Un bacione.
chi ha ottenuto il piacere e il vantaggio di prendere un povero cane ed impiccarlo, ha soppresso la sua sensibilità e questo rimane quando quella sensibilità gli sarà necessaria per sè.
Leggo sempre con raccapriccio queste notizie. Purtroppo devo dire che non mi stupiscono più; che esiste della gente che, non potendo prendersela con i loro pari, sfogano le proprie operazioni con i più deboli. Oggi un cane, domani potrebbe essere un bambino, una bambina da violentare. Molti psicologi confermano che è quello il percorso. Da tipici vigliacchi quali sono, questi assassini agiscono spesso in branco (mi dispiace dover usare un termine riferito gli animali, perché questi assassini non sono animali, sono delle bestie). Evidentemente nella loro vita così povera e disgraziata, non hanno altro divertimento che quello di torturare un povero animale. La loro unica soddisfazione è di vedere soffrire un essere inferiore, ma comunque senziente: vedere questi spettacoli rende spesso duri, incuranti delle sofferenze altrui e lo spirito di competizione nel branco fa sì che ogni singolo individuo cerca di dimostrare maggior spavalderia. Sia ben chiaro che questa spavalderia viene dimostrata nei confronti di esseri più deboli; chi si accanisce contro i cani è troppo vigliacco per prendersela con le persone, che invece potrebbero reagire. È questa una scuola di vita che porta verso degli sbocchi ben prevedibili. Tali episodi non vanno quindi sottovalutati; essi sono l’anticamera di azioni future ben peggiori. La violenza gratuita, al pari di quella insita nelle scommesse sui combattimenti con gli animali, assommata al comportamento compulsivo dello scommettitore hanno degli effetti talmente potenti sulla mente di questi poveretti, che una terapia efficace deve essere di tipo psichiatrico, non più psicologico e basta. Chi commette questi episodi, al pari di chi scommette sui combattimenti tra animali, necessita di essere aiutato, obbligatoriamente con l’aiuto di psicofarmaci, qualora questi comportamenti siano ripetuti. Quindi, voi che avete commesso questa stupida e insensata cosa, che magari vi aveva fatto “divertire” o “godere” finché è durata, ma poi via avrà lasciato senz’altro l’amaro in bocca, perché in fin dei conti vi rendete conto di quanto meschini siete stati, fareste bene quindi a cercare di farvi aiutare.
Per tutti coloro i quali assistono inorriditi a questi episodi, non resta che cercare di agire in qualche maniera per evitare che si ripetano; scrivere un e-mail può senz’altro essere utile a far riflettere chi ci legge, però, generalmente, non cambia la situazione. Cercare di evitare il randagismo, in maniera da togliere possibili vittime ai loro carnefici, sarebbe già una cosa ottima; denunciare comportamenti violenti nei confronti degli animali, cercare di spiegare ai bambini che gli animali vanno amati e rispettati, intervenire presso le istituzioni perché svolgono il loro lavoro, sono tutte cose facilmente fattibili da ognuno di noi. Il problema è: lo faremo? Lasceremo perdere in attesa che domani o dopodomani, passato il ricordo della brutta fine che ha fatto questo cane, tutto torni come prima?
Oppure possiamo cercare di fare qualcosa di concreto adesso, subito, senza pensarci troppo su, senza aspettare come al solito, che qualcun altro intraprenda qualche buona azione scaricando anche la nostra coscienza. Proprio tu che leggi potresti fare qualcosa di concreto contro il randagismo; anche parlare con un vicino di casa, con qualcuno che conosci, magari convincerlo a prendere un cagnolino dal canile. Sono tante le cose che si possono fare, se solo si ha la volontà di parlare con le altre persone, magari proprio di questi episodi incivili, in maniera da creare una coscienza popolare. Forse, se tutti noi ci inpegnassimo, magari un’ora la settimana, per rendere migliore il futuro, magari i nostri figli riceverebbero in eredità un mondo un po’ migliore. Perché quello che gli stiamo lasciando adesso non è altro che un insieme di immondizia, aria ed acque inquinate, rifiuti radioattivi che era accresciuta possibilità di avere un tumore entro breve (i tumori in età pediatrica sono aumentati del 200% negli ultimi cinque anni).
Io, oggi, in onore di Gaetano, voglio lanciare la proposta al Sottosegretario Francesca Martini di fare una delibera che vada ad eliminare una delle cause delle randagismo. In moltissimi condomini esistono dei regolamenti condominiali che vietano il possesso di animali. Forse qualche decina di anni fa potevano avere una loro motivazione, dato che gli animali venivano allevati in condizioni peggiori di quelle di adesso, e che quindi potevano essere fonte di sporco, di malattia per gli altri condomini, oppure venivano lasciati liberi di abbaiare e di disturbare la quiete comune.
Oggi, visto che noi teniamo molto meglio i nostri animali, dal punto di vista della pulizia, delle vaccinazioni, del comportamento, tali regolamenti non hanno più alcun senso. Anche perché, nel caso in cui il cane di un condomino sporchi nelle parti comuni, si può richiedere l’intervento della A.S.L., mentre invece se disturba si può richiedere l’intervento dei vigili urbani. Molto spesso i proprietari di animali si trovano a doversi liberare dei loro animali o a restare senza casa. E questo non è certamente sinonimo di civiltà.
Per quanto riguarda le amministrazioni pubbliche, che spesso hanno latitato in questi ultimi anni, dopo l’approvazione della legge 281, si trovano adesso dovrà fare i conti con un numero impressionante di cani randagi, che è diventato così alto da cominciare dalle problemi con le persone, come ad esempio morsicature, incidenti d’auto, ecc. etc. Dall’altra parte ci sono cittadini che chiedono di non avere problemi per la loro incolumità ed attendono un’azione incisiva ed immediata da parte di quelle stesse strutture che, magari, nel corso degli anni non avevano fatto niente per evitare che si giungesse questa situazione. Quindi quello che serve è un’azione incisiva e veloce, seguita da una a più lungo termine. Notizie di questi giorni riportano uccisioni massa di cani randagi con fucilate o bocconi avvelenati in alcune regioni italiane; in alcuni casi talune amministrazioni sono state sospettate di essere a conoscenza di queste uccisioni, ma di non fare niente per contrastarle. In tutti i casi, l’esperienza americana insegna; uccidere i cani randagi non serve a risolvere il problema, in quanto dopo un breve periodo di tempo saranno presenti altri randagi sul territorio. In America ogni anno, vengono soppressi centinaia di cani randagi; immancabilmente, l’anno successivo ne verrà eliminato un numero superiore. Recentemente anche in Cina le autorità sono ricorse alle uccisioni di massa, senza ottenere apprezzabili risultati a distanza di tempo. Anche nei paesi dell’est qualche anno fa si era avuto una situazione analoga. Questo dimostra che uccidere cani randagi non serve a niente; bisogna agire a monte su quelle che sono le cause del problema, ad esempio cominciando ad eliminare vecchie leggi e regolamenti che oggi non hann più motivo di esistere.
Bruno