GEAPRESS – L’ultimo episodio lo scorso 25 novembre. Un cagnetto tipo border collie, accalappiato dal Comune di Ferentino (FR) e costretto nel furgone della deportazione in Abruzzo. Proprio nella stessa Regione già oggetto di interventi, anche della Magistratura, nei canili privati convenzionati che avevano “accolto” i cani laziali e, tra questi, proprio quelli della provincia di Frosinone e del Comune di Ferentino in particolare.

L’ Associazione Canili Lazio, prende carta e penna e diffida il Comune di Ferentino nel continuare le deportazioni dei suoi cani. Questo anche alla luce delle scarsità di informazioni sulle strutture di destinazione, lontane dai volontari di Frosinone ed anzi spesso criticate da quelli abruzzesi. In particolare nulla è stato riferito sul pieno rispetto dei requisiti che la Regione Lazio prevede per le strutture di accoglienza dei suoi cani. Non solo. Stante quanto riportato nella diffida, il Comune di Ferentino non ha ancora provveduto a rendere note, nonostante gli inviti formali, le copie delle convenzioni stipulate con i canili privati convenzionati abruzzesi. Nulla, peranto, è certo sapere sulle condizioni di detenzione dei poveri randagi.

La Diffida è stata inviata, oltre che alle autorità comunali, anche al Ministero della Salute (ivi compresa la Task Force randagismo), all’Assessore all’Ambiente della Regione Abruzzo e alla ASL di Frosinone. Si chiede, inoltre, la sospensione dei trasferimenti dei cani e, alle autorità di controllo, di attuare quanto nei loro poteri affinchè vengano verificati tutti i necessari obblighi di legge sia in merito al trasporto che alle condizioni di detenzione degli animali. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).