GEAPRESS – C’è solo da sperare che si realizzi. Ovvero il percorso virtuoso intravisto dal Sottosegretario alla salute Francesca Martini all’indomani del sequestro del canile di Poggio Sannita, in provincia di Isernia. Il virtuosismo sarebbe da realizzarsi tra la Sanità pubblica veterinaria locale e le strutture ministeriali, anche se non si capisce perché gli uffici molisani da soli non possano accorgersi di quanto succede. Il canile di Poggio Sannita, infatti, era già stato sequestrato due anni addietro. Poi il dissequestro ed addirittura, per riconfermare il provvedimento, è occorsa qualcosa che chiamasi Task Force ministeriale: ispettori e militari del NAS dei Carabinieri. Speriamo allora che Poggio Sannita non venga di nuovo dissequestrato e poi continuato. Bene ha fatto la Martini, ma se ricapita di nuovo possiamo sperare solo nell’invio di truppe speciali d’assalto.

Povero sud, e poveri cani. Anche quelli di Fasano (BR) dove un cane, se bisognoso d’aiuto, viene controllato da un veterinario ed eutanasiato con una siringata nei polmoni, tra le lacrime della cittadina che aveva chiesto soccorso e che ora si sente quasi colpevole della morte del cane (vedi articolo GeaPress). Eppure ci sono volute migliaia di mail da tutt’ Italia affinché il Sindaco facesse sapere qualcosa.

Ora un’altra tegolata. Presso il canile privato con il quale Fasano si convenziona, sarebbero morti dei cuccioli (nella foto). Inoltre la stessa struttura è al centro di numerose critiche. Il Sindaco Lello Di Bari, risponde ancora un volta ricordando che relativamente alle “sorti delle bestiole lì ospitate, [il Comune] ha sottoscritto da alcuni anni una convenzione con la società proprietaria del canile sulla base della quale destina risorse ingenti: ben 260mila euro all’anno”. Invita, inoltre, a verificare quanti altri Comuni con 40.000 abitanti, abbiano mai destinato tali risorse. Chissà, di sicuro in Puglia le ditte private che ancora gestiscono i canili convenzionati dovrebbero a breve ridursi. Così prevede la legge regionale. I privati, infatti, arrivarono come mosche al miele quando, entrata in vigore la legge sul randagismo, venne eliminata la soppressione. Prima c’erano solo rifugi che prendevano cani a loro spese (i soldi del Comune servivano a sopprimerli) per salvarli dal cosiddetto  boiacani. La scadenza è prossima, ed infatti in Puglia c’è chi sta lavorando per mantenere i privati convenzionati nella gestione dei canili. Caso spinosissimo, anche perché ci sono “privati” che vestono i panni di associazioni. Insomma è il business randagismo.

Lello Di Bari, comunque, non ci sta. O meglio, non ci sta con le rinnovate critiche dichiarando ancora una volta che a seguito delle proteste sui presunti cuccioli morti, ha ordinato un sopralluogo della Polizia Municipale. Questa assieme alla sanità veterinaria locale, non ha trovato però nulla di irregolare. Certo che se il responso fosse stato avverso, chissà se anche il Comune ne era   responsabile. Non sappiamo come la pensa il Sindaco, ma la scorsa estate, caratterizzata anche dalle proteste del potente zoo safari per i cani randagi, egli è stato più risoluto. Era successo che una sentenza di un giudice di pace aveva, incredibilmente, imputato alla sanità veterinaria gli eventuali danni causati da randagi. Della serie allora stiamo freschi. Che fece il Sindaco di Fasano? Prese carta e penna e scrisse di questo ai suoi colleghi del brindisino. Pochi giorni fa la svolta, … almeno su questo. La Direzione generale del Ministero della Salute gli ricorda “che la responsabilità degli animali vaganti sul territorio comunale ricadono sul Sindaco, così come la tutela dell’igiene, della salute e del decoro pubblico”.

Vedremo, anche perché ogni estate per i Vigili Urbani che dirigono il traffico in coda per vedere gli animali a pagamento dello zoo safari, il Comune spende. Ma anche qui il Sindaco vuole precisare a chi protesta. Se prima abbiamo speso 260.000 euro per la convenzione, appena scadrà (ovvero il 30 aprile prossimo) acquisiremo al patrimonio comunale l’intera struttura (del canile, non dello zoosafari privato, magari per chiuderlo). Destinerà “l’importante cifra di 350.000 euro” (!!). (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).