GEAPRESS – Continua l’iter giudiziario della vicende relativa all’ex canile di Cremona (vedi articolo GeaPress). Il giudice per l’udienza preliminare presso il Tribunale di Cremona Letizia Platè, su richiesta del pm Fabio Saponara, ha rinviato a giudizio cinque dei sei imputati dell’inchiesta sulle presunte uccisioni di animali. Dure le parole del PM sulla struttura definita addirittura “un campo di concentramento”. Un accusa molto grave dalla quale ora gli imputati dovranno difendersi per dimostrare la propria innocenza. A comunicarlo è la Lega Nazionale per la Difesa del Cane, la quale rende noto, con soddisfazione, l’accettata costituzione di parte civile, oltre che della Lega del Cane, anche di LAV ed OIPA.

Una vicenda che terrà banco sicuramente per parecchio tempo e che getta cattive luce su chi avrebbe dovuto controllare. Secondo l’Avv. Gian Luca Scagliotti “alla soddisfazione professionale, in questo caso amplificata dall’onore di poter rappresentare congiuntamente tre grandi associazioni animaliste si accompagna sempre il rammarico che fatti come quelli per cui sono stati rinviati a giudizio gli imputati potrebbero essere evitati se gli enti preposti esercitassero le proprie funzioni di controllo“.

L’inchiesta, ha ricordato la Lega Nazionale per la Difesa del Cane, aveva preso spunto da un esposto del 2007 della Lega Nazionale per la Difesa del Cane. Un cane abbandonato che l’associazione animalista aveva cercato di riprendere dal canile Cremonese, trovandolo, però, all’interno di un sacco nero e con un certificato di morte per torsione dello stomaco. Una patologia, secondo la Lega del Cane, non frequente e che avrebbe dovuto insospettire chi deputato al controllo.

Naturalmente gli imputati saranno da ritenersi innocenti fino alla sentenza definitiva e ci sarà una lunga battaglia processuale, come è avvenuto finora: resta il fatto che l’impianto accusatorio ha superato il vaglio dell’udienza preliminare. Nel complesso – conclude il legale di parte civile – i riscontri oggettivi portati a conoscenza del Giudice erano di notevole rilevanza e solo la posizione di un veterinario risultava defilata ed in quel caso non sono risultati sussistenti sufficienti motivi per il rinvio a giudizio”.

Abbiamo ritenuto di costituirci con unico legale – hanno dichiarato Laura Rossi, Gianluca Felicetti e Massimo Comparotto, rispettivamente presidenti di LNDC, LAV e OIPA – per far comprendere in modo inequivocabile che Lega Nazionale per la Difesa del Cane, LAV e OIPA lavorano su obiettivi comuni e portano avanti la battaglia dei diritti degli animali con ogni mezzo che l’ordinamento mette a disposizione e per primo il processo. Non diamo e non daremo tregua a chi si macchia di delitti nei confronti degli animali, nostri compagni di vita e non strumenti di arricchimento personale anche a danno della collettività.

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