GEAPRESS – Tre macchine dei Carabinieri davanti al canile municipale di Trapani. L’intervento non nasce dalla situazione di sovraffollamento recentemente denunciata da Enrico Rizzi (vedi articolo GeaPress) ma trova la sua origine nel vicino Comune di Erice. Nel Comune della nota città ad alta vocazione turistica, arroccata sulla cima del Monte San Giuliano, è in corso un tentativo di intervento sul randagismo a suon di dardi con l’anestetico. I fucili sarebbero stati messi a disposizione dal Corpo Forestale della Regione siciliana, ovvero dagli Ispettori di Tiro fatti venire da Palermo. L’anestetico è fornito dai veterinari, presenti con un incaricato dell’ASL. In gran forza pure la presenza della Polizia Municipale di Erice e la Protezione Civile.

L’operazione, voluta dall’amministrazione comunale della famosa cittadina turistica, troverebbe pure un appiglio in un fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica e conseguente ad alcuni presunti casi di aggressione, forse un paio, che sarebbero avvenuti nella spiaggia ai piedi di Monte San Giuliano, la montagna di Erice.

Stamani a rimanere ucciso per un probabile collasso cardio circolatorio è stato un cane (nella foto) obeso di circa 15 anni, affetto da tumore ed a quanto pare molto tranquillo.

Della cosa è stato informato lo stesso Rizzi, impegnato nella campagna elettore per il partito del Presidente della Camera alle prossime elezioni amministrative a Trapani. E’ stato lui a chiamare i Carabinieri che hanno atteso al canile finché non è sopraggiunto il Veterinario incaricato di assistere alle operazioni messe in campo ad Erice. Qui sarebbe stata confermata la morte per collasso cardio circolatorio. Il cuore del povero cane, anziano, in sovrappeso e gravemente malato, non avrebbe retto all’effetto dell’anestetico.

Per Rizzi il cane era assolutamente tranquillo. A confermarlo sarebbe proprio il suo stato di salute e l’anzianità. Rizzi, però, se la prende in generale con il metodo adottato, inadeguato, al di là di altri ovvi aspetti, a porre fine al fenomeno del randagismo.

Di diverso avviso il Sindaco di Erice Giacomo Tranchida, anch’esso candidato ma con l’opposto schieramento di Rizzi. Per il Sindaco, oggi contattato da GeaPress, l’intervento è dettato per garantire la salute e la sicurezza dei cittadini. Anzi ci sarebbe pure un cittadino residente che avrebbe portato nella località turistica cani di altri Comuni. Fatto noto, dice il Sindaco, anche alla stessa autorità giudiziaria. Circa il cane vecchio e malato il Sindaco non vuole parlarne e ci rimanda al Veterinario.

A chiarire come è andata ci pensa infatti il dott. Ugo Azzaro, incaricato dall’ASL di seguire stamani le operazioni di prelievo. I cani, secondo quanto riferito dal dottore, vengono indirizzati da alcuni operatori verso il tiratore, il quale spara ad un cane adulto. I cuccioli, cioè, non devono essere colpiti. Il dardo contiene una dose di anestetico tarata per un peso corporeo pari a cinque chilogrammi. Molto meno, dunque, rispetto a quello colpito stamani che era addirittura obeso. Il povero cane, però, aveva 15 anni ed un tumore rettale già prolassato. Potrebbe pertanto non avere retto alla fatica ed all’effetto, pur debole, dell’anestetico. Il dott. Azzaro ha disposto l’invio al canile municipale di Trapani dove è morto poco dopo. Rizzi nel frattempo era venuto a conoscenza del caso ed ha già incaricato il suo legale di perseguire nelle opportune sedi la vicenda.

L’intervento di oggi è il secondo messo in atto da Polizia Municipale di Erice, Forestale e Protezione Civile. La prima cattura è stata condotta circa una settimana addietro ed avrebbe portato al prelievo di una trentina di animali attualmente detenuti presso una struttura vicino allo svincolo autostradale, mentre altri sono stati trasportati al canile di Trapani. Stamani altre tredici cani e domani mattina, fin dalle 5.00, di nuovo arma in pugno a catturare cani.

Per il Sindaco i cani saranno sterilizzati e dati in adozione.

A breve, però, sia a Trapani che ad Erice ci saranno le elezioni amministrative. Chissà cosa succederà. Di certo l’immagine di un fucile che va sparando ai cani, pur se con l’anestetico e con tutta la buona volontà del Sindaco e della Forestale, è una icona che vorremmo relegare ad altri paesi dove questi interventi provocano sollevazioni di carattere internazionale. Rispettabile, anzi doveroso, intervenire per la sicurezza delle persone, ma l’intervento su un cane di 15 anni e malato di tumore difficilmente trova una spiegazione, tranne che non ci si poteva rendere conto di quello che si stava facendo. Fatto questo che non può essere una giustificazione.

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