GEAPRESS – Secondo quanto comunicato martedì scorso all’Associated Press dal portavoce della città di Bishkek, le autorità del Kyrgyzstan hanno già deciso l’uccisione di diecimila randagi, piuttosto che costruire nuovi rifugi. Similmente ad analoghe proposte circolate in italia, la detenzione dei cani randagi nei canili costerebbe troppo, almeno per le casse di quel paese.

Trecentomila dollari, rappresentano per quel governo una cifra spropositata ed ammazzarli costa molto meno che dargli da mangiare. Secondo il Sig. Pavel Klimenko, questo il nome del portavoce, sono state già scelte le dieci persone, tra tiratori e accalappiacani, che dovranno in tal maniera ridurre la pressione del randagismo canino sulle casse del Kyrgyztan.

Il sig. Klimenko, sempre secondo quanto dichiarato all’Associated Press, ha ritenuto urgente precisare che il mondo non deve considerare tale decisione come un atto barbarico. Del resto già l’anno scorso sono finiti a fucilate 5000 randagi. Dunque c’è chi nel mondo, anzi nel terzo mondo, mette in pratica le più strampalate proposte che da più parti, ultimamente, hanno fatto capolino anche in Italia. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).