GEAPRESS – “Qeni” in albanese, significa cane. Ed è quello che sono riusciti a documentare poche ore addietro i volontari di ARA (Animal Rights Albania). Qeni, per le strade di Durazzo, centrato da un colpo di arma da fuoco e trascinato in strada (vedi foto). Le notizie riferivano di squadre di cacciatori armati che, nottetempo, accompagnati da poliziotti ed operatori della nettezza urbana, miravano ai cani. I volontari di ARA devono così dividersi tra i cani di Perrenjas (vedi articolo GeaPress), quasi ai confini della Macedonia, e quelli di Durazzo.

Sempre cani randagi e sempre la mano dell’uomo. Ma Durazzo ha qualcosa in più. E’ una delle principali città albanesi. Da lì partono le navi per l’Italia ed altri paesi europei. E’ la principale porta dell’Albania sul mar Adriatico.

I volontari vogliono verificare. Le notizie arrivano in maniera confusa. L’altro ieri sera, già alle 22.00, sono con una loro macchina per le strade di Durazzo. Fino alle ore 1.00 del 24 aprile hanno filmato le squadre speciali assoldate dalla municipalità locale. Cacciatori, poliziotti e operatori della nettezza urbana. La situazione è decisamente preoccupante. Per le strada non si vede un solo animale. La macchina degli attivisti segue quelle con i lampeggianti delle squadre di sparatori. I volontari di ARA devono riuscire a non farsi vedere. Bisogna rimanere nell’incognito.

Assieme ai volontari la Presidente di ARA Pezana Rexha. Decidono di allontanarsi dalla squadra e provare a guardare nei contenitori dell’immondizia. La voce arrivata riferiva di fosse comuni che vengono poi coperte. Meglio verificare quanto più possibile. Infine una cagna con il suo cucciolo. I volontari provano ad avvicinarsi. Li chiamano con dolcezza. Offrono loro del cibo. Niente da fare. I due cani sono terrorizzati. Fuggono appena vedono l’uomo.

Riprende la ricerca di altri cani. Poi, vicino la farmacia, si incontra la squadra. Hanno trovato i cani. Sono proprio i due cani che ARA aveva cercato di portare via. Il proiettile dell’operatore, però, non ha avuto difficoltà ad avvicinarsi ai cani. Uccisi entrambi. Tra le lacrime si riesce a filmare l’operatore che trascina il cane. L’altro è dentro un sacco di plastica.

Dentro mi sentivo morire – riferisce Pezana Rexha a GeaPress – mi sentivo piccola, minuscola, non potevo fermare tutto ciò. Vedere uccidere creature indifese davanti a te è terribile. Una cosa simile non si augura a nessuno – aggiunge la Presidente di ARA – bisognava essere in quel posto per capire cosa ho provato“.

Per agire in maniera concreta, bisogna documentare, portare le prove. Ora le prove ci sono.

Abbiamo filmato, abbiamo documentato – continua Pezana Rexha – ma il giorno dopo senti solo la morte nel cuore“.

Inutile aggiungere che in questi casi ti senti quasi colpevole di quello che sta succedendo. Fino a poche ore addietro, però, tutto poteva essere smentito. Voci, dei soliti denigratori. Ora, invece, c’è il filmato. Agghiacciante. Viene anche facile definirlo un Far West. Si deve intervenire per bloccare l’intervento a mano armata che nulla potrà contro il randagismo, ma rischia di tracciare un solco profondo sulla credibilità di un paese che pur con i suoi problemi, non può permettersi atrocità di questo genere.

ARA si rivolge alle Associazioni animaliste di tutto il mondo. Chiedono un aiuto concreto.

Vorrei che tutti capissero quanto è grave la situazione in Albania e quanto bisogno d’aiuto hanno i nostri animali – afferma Pezana Rexha – ARA cerca di alleviare le sofferenze nel limite delle proprie possibilità, le sofferenze che patiscono gli animali in questo paese. Per favore non lasciate cadere nel dimenticatoio queste notizie terribili, appoggiateci nella nostra battaglia“.

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