Riceviamo e pubblichiamo:

Il Coordinamento Regionale delle Associazioni di Protezione Animali iscritte all’Albo delle Associazioni per la Protezione  degli animali (art.13 legge Regionale Puglia n.12/1995), chiede un incontro urgente, già da svariati mesi chiesto e mai ottenuto, con il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola  per porre fine agli illeciti che si stanno perpetrando a danno degli animali in tutta la Puglia : utilizzo di finanziamenti Pon Sicurezza per la costruzione dei canili e dei rifugi e conseguente gestione degli stessi illegittima rispetto alla legge regionale 12/1995; nomine “pilotate” all’interno di commissioni di controllo per favorire la gestione illegittima dei canili e dei rifugi a soggetti privati e cooperative non contemplati dalla legge.

Prima di intervenire con una denuncia alla Procura della Repubblica desideriamo conoscere la posizione del Presidente Vendola in merito alle importanti questioni su esposte, gli  forniremo completa e dettagliata documentazione al fine di ottenere un Suo immediato intervento per ricondurre la nostra Regione nei parametri della legalità e per  garantire la tutela degli animali così come previsto dalle norme regionali e nazionali.

Coordinamento Regionale Pugliese delle Associazioni di Protezione Animali iscritte all’Albo Regionale.

GEAPRESS – Intanto un  primo progetto  ha ottenuto il via libera nello scorso luglio. Il Comitato di Valutazione del Programma Operativo Nazionale sicurezza per lo Sviluppo . Obiettivo Convergenza 2007/2013- PON Sicurezza –  ha dato il via libera ad un finanziamento di 382.902 euro.

Un rifugio per cani abbandonati  sorgerà su un terreno confiscato alla criminalità organizzata nel Comune di Castellaneta (TA).

Si realizzerà una struttura su un’area di 11.500 metri quadri, capace di ospitare 30 cani nel reparto sanitario, e 160 cani nel settore rifugio. La stessa verrà gestita da una cooperativa sociale composta da 10 persone tra detenuti ed ex detenuti.

Anche a Santeramo in colle (BA) un progetto analogo ha ottenuto un finanziamento pari ad un milione di euro.

E’ sicuramente importante che le cooperative sociali trovino sbocchi lavorativi, ma la gestione di un canile o di un rifugio prevede professionalità e soprattutto amore e dedizione alla causa, perché la Puglia vuole continuare nel cammino dell’approssimazione nella gestione del randagismo?

La Regione ha una buona legge regionale, abbastanza avanzata nei contenuti, ma sicuramente la più disattesa da tutti gli amministratori  della regione stessa!

La L.R. 12/95 (di applicazione della L.Q. 281/91) prevede che i canili sanitari non superino le 20 presenze, che i rifugi non abbiano più di 200 cani, che nei rifugi le gestioni esterne siano affidate solo alle Associazioni iscritte all’Albo regionale, prevede la figura del cane collettivo, prevede che i cani debbano rimanere all’interno della provincia di appartenenza.

Ebbene, fatta la legge trovato l’inganno, in Puglia troviamo una altissima concentrazione di canili privati gestiti da ditte o società che racchiudono migliaia di cani, quasi sempre si tratta di canili inaccessibili; dalla Puglia partono centinaia di cani alla volta di Correggio (RE), mentre il cane collettivo è un miraggio. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).