GEAPRESS – La signora Lotti è morta. La figlia è gravemente ferita. Ad aggredirle, dopo innumerevoli minacce, uno con la “passione della caccia”. Uno dei tanti vecchietti con il porto d’armi che secondo il WWF non hanno neanche una vera abilitazione a sparare. Non sopportava i cani della signora e della figlia. Un doberman e due meticci. La signora Lotti era volontaria di un canile e secondo le denunce presentate nel passato il vicino di casa li aveva pure minacciate con il fucile da caccia. Insopportabile, per lui, la presenza dei cani. Fine di una storia, a Signa (FI) fatta anche di tanta abnegazione per gli animali. La figlia, Eva, è ricoverata in gravi condizioni. Il coltello a serramanico del vino vecchietto ha infierito anche contro di lei.

Non è l’unica storia di affetto per gli animali che in questi giorni trapela nelle tragedie intercorse. Tutta Italia ha saputo di Sarah Scazzi (nella foto). Il presunto assassino è ora in carcere. Ha confessato ma su questa storia ancora molti dubbi rimangono. Forse qualcuno ha saputo che Sarah amava i cani ed i gatti. Di sicuro nel giorno della sua scomparsa una cagnolona randagia (nella foto di copertina)  è rimasto tutto il giorno di fronte all’entrata del posto dove sembra che Sarah sia stata uccisa. Perché doveva comportarsi diversamente? Sarah ogni giorno la accarezzava, badava a lei, si faceva accompagnare. Se gli animali potessero parlare. Forse, probabilmente, siamo noi che non sappiamo ascoltarli. In Italia, per evitare di sentirli, c’è pure chi ha tagliato loro le corde vocali (vedi articoloGeaPress). La bella cagnolona, Saetta,  è rimasta nella zona senza più l’amore di Sarah. Saetta, però, non è una randagia sola è un cane di quartiere, Sarah le mancherà tanto, ma potrà contare ancora  sull’affetto dei tanti cittadini di Avetrana che da due anni l’accudiscono e le offrono un riparo per la notte. Saetta non voleva diventare famosa in questo tragico modo.

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