Karin Ranzani
GEAPRESS – Cucciola di otto mesi, investita nella strada tra Pedalino e Vittoria, in provincia di Ragusa.

Il Veterinario dirà che è rimasta bloccata nel ciglio della strada per almeno quattro giorni. Nessuno l’ha notata, oppure nessuno si è premurato di soccorrerla. Sta di fatto che quanto la volontaria Ester si è accorta di lei, nel luogo vi erano un po’ troppi spettatori di una scena straziante. Cuoricina, infatti, ha la zampa anteriore sinistra maciullata ed ormai in cancrena. Ester, senza alcun aiuto, si affretta a recuperare il cane per trasportarlo subito dal Veterinario. Nessuno, avvolto dall’indifferenza della strada, aveva fino a quel momento portato una ciotola d’acqua e una manciata di croccantini.

I fatti sono occorsi lo scorso primo giugno, ma prima di potere intervenire chirurgicamente si è dovuto attendere ben 12 giorni. I valori ematochimici e la setticemia in corso sconsigliavano l’intervento. Cuoricina era poi fortemente anemica. La zampa, in buona parte tranciata e gonfia per l’infezione, è andata via per sempre ed un secondo arto, probabilmente, dovrà essere in seguito attenzionato.

Ester mette le foto del cane su Facebook ed improvvisamente la solidarietà delle persone si manifesta. Decine di contatti non solo da Vittoria, ma anche da Comiso, Catania, Palermo, Reggio Calabria, Roma e da molte altre città un po’ di tutte le regioni d’Italia. Quello sguardo dolce sembra esprimere una ricerca di sicurezza. A notarla, tra i tanti, è anche Karin Ranzani, responsabile/co-titolare di Vegusto Italia. Si avvia il primo contatto ed appena Cuoricina sarà guarita, penserà a tutto lei.

Intanto tra le tante persone che si sono preoccupate di lei, si fa vivo qualcuno che quel cane già lo conosceva. Anzi, più di una persona che badava a Cuoricina e ad un suo fratellino nei pressi dell’Ospedale di Vittoria. Erano entrambi ben accolti ed il cibo non mancava mai. Le cose belle, però, a volte durano poco ed i due cani un brutto giorno finiscono dentro una macchina. Per loro il probabile abbandono in campagna. Ester ed i suoi amici, appena sentono la storia del fratellino, tornano nei luoghi. La campagna viene setacciata in lungo e in largo, ma del secondo cane nessuna traccia.

Cuoricina, intanto sta meglio e nella giornata di ieri a Palermo avviene la conoscenza con Karin. Cuoricina viaggia con la sua cartella clinica e le terapie da impartire. Poi gli adempimenti sanitari ed anagrafici. Sotto i grandi Ficus del capoluogo siciliano sembra godersi il fresco. Tiene gli occhi socchiusi come di chi sembra volersi godere la felicità di quel momento. Di tanto in tanto alza la testa e guarda tutto attorno incuriosita. Di camminare con una certa tranquillità, è però ancora troppo presto. Infine il trasferimento verso il Porto. Ester, con le lacrime agli occhi, saluta la sua Cuoricina.

Karin Ranzani ha portato con sé tutto l’occorrente. Cibo ed acqua. “In  nave il cane può stare solo in cabina, in passeggiata su un ponte e parte di altro. Niente di più. Per cui – aggiunge karin – ho portato da mangiare e da bere per due giorni. Non la lascerò mai da sola“.

Al porto di Palermo, però, un ostacolo inatteso. I volontari chiedono di potere entrare con l’automobile dal momento in cui la cagnolina non può camminare. Niente da fare, il vigilante impone il parcheggio. Se fosse stata un’ambulanza con una persona, si poteva entrare, ma un animale è un animale, dunque il parcheggio.

Bisogna precisare che il Porto di Palermo è un grande approdo intensamente trafficato da numerosi Tir. E’ giusto, pertanto, che la circolazione veicolare venga impedita ma non si capisce il perché un cane con difficoltà deambulatorie non può essere accompagnato fino all’imbarco. Ad ogni modo, pensano i volontari, meglio non stressare il cane e raggiungere uno dei parcheggi del porto. La nave, per fortuna, è molto vicina. Karin si carica così due zaini in spalla e Cuoricina in braccio.

I suoi occhi continuano a guardare tutto attorno. Tante navi, camion porta containers che vanno e vengono, il vociare delle persone. E’ rimasta a guardare quando  adagiata nei presi della biglietteria, è stata accolta da due bei randagi. “Erano enormi – aggiunge Karin – so che a Palermo ce ne sono tanti e mi hanno detto che quelli del Porto sono ben accuditi“. Uno dei cani si siede proprio davanti a Cuoricina. L’altro, un grosso maschio marrò dal mantello forse più simile ad una pecora che non ad un cane, si avvicina a Cuoricina e le porge una leccata sul muso. Finalmente il Porto di Palermo l’ha accolta.

L’Autorità Portuale di Palermo, contattata da GeaPress, si è detta dispiaciuta per quanto successo. Nel Porto, tiene a precisare l’Autorità, è presente un efficiente sistema di navette Shuttle a disposizione anche dei possessori di animali. Ogni variazione ai divieti deve essere comunicata preventivamente alla Capitaneria di Porto.

Eppure, fino a non molto tempo addietro, l’interno del Porto era accessibile alle tante criticate carrozze trainate dai cavalli. Attendevano l’arrivo dei crocieristi. Non ci sono più, affermano dall’Autorità Portuale. L’accesso alle carrozze è ora tassativamente vietato.

Karin è ormai sulla nave. Pochi metri prima dell’imbarco Cuoricina, che nel biglietto è considerata un “accessorio”,  fa capire che vuole tornare in terra e pian pianino entra nel ventre del traghetto. L’attenderà una vita felice assieme ad altri cani e gatti.

Ester, intanto, si tiene informata che tutto vada bene. E’ contenta ma con il cuore in gola. “Desidero ringraziare tutti, gli amici ma anche persone che prima di Cuoricina non conoscevo. Si sono tanto premurati. C’è stato chi si è recato per farle una carezza mentre era in Clinica e chi le ha portato collari, guinzagli o ha voluto partecipare alle spese. Karin si è subito legata a Cuoricina e sono certa che con lei sarà felicissima”.

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