GEAPRESS – I bocconi avvelenati erano stati ritrovati in diverse zone, salsicce al dicumarolo.

Il Sindaco di Cuneo a seguito della nota dell’ ASL CN1, ha emesso un’Ordinanza, la n°656 del 6 luglio scorso, che fa divieto a chiunque di preparare, miscelare  ed abbandonare esche e bocconi avvelenati o contenenti sostanze tossiche o nocive, compresi vetri, plastiche e metalli; vieta altresì la detenzione, l’utilizzo e l’abbandono di qualsiasi alimento preparato in maniera tale da poter causare intossicazioni o lesioni al soggetto che lo ingerisce.

L’applicazione di adeguate misure contro il fenomeno degli avvelenamenti è previsto nell’Ordinanza 18 dicembre 2008  “Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati (G.U. n° 13 del 17.01.2009)” del  Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali. Ovviamente sarebbe anche opportuno procedere con l’opera di bonifica dei territori avvelenati.

L’Ordinanza ministeriale prevede che presso le Prefetture sia organizzato il Tavolo tecnico, coordinato  dal Prefetto e composto da  Provincia, Sindaci, Servizi veterinari ASL, CFS, IZS, Guardie Zoofile e Polizie locali; il Tavolo tecnico ha il compito di monitorare il fenomeno e gestire gli interventi da effettuare.

Se presso la Prefettura il Tavolo tecnico non è ancora organizzato, occorre scrivere al Prefetto per chiederne l’immediata istituzione.

Il Sindaco, in caso di avvelenamento anche solo sospetto, deve aprire un’indagine, bonificare e tabellare la zona, intensificare i controlli.

Se lo spargimento dei bocconi avvelenati è in qualche modo legato al randagismo, il Sindaco deve provvedere a metter in atto tutti gli strumenti previsti dalla L.Q. 281/91 e dalle relative LL.RR. per arginare il fenomeno (sterilizzazioni, adozioni, canili, campagne informative).

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