GEAPRESS – Se la vedrà l’ASL. Questa, in sintesi, la risposta pervenuta dall’Ufficio Stampa del Comune di Cuneo, in merito all’incredibile storia del cane Rufus (vedi articolo GeaPress). Si tratta in realtà del cane 146/10. Così era stato etichettato dal Comune fin dal 2010, anno di entrata presso la struttura comunale. Poi l’adozione di una signora impietosita per le condizioni del cagnetto e l’immediato intervento delle Guardie Ecozoofile dell’ANPANA. Un’adozione che lascia quantomeno perplessi per lo stato di salute del cane, affetto da un’infezione alla pelle contagiosa anche per l’uomo.

Secondo il Comune “è bene sottolineare” come legge e regolamento regionale assegnino ai Servizi veterinari delle ASL, la competenza sulla gestione sanitaria, vigilanza e custodia relative al servizio offerto dall’amministrazione cittadina. Questo, riferiscono sempre dal Comune di Cuneo “al fine di accertare il rispetto delle norme relative all’igiene, alla sanità ed al benessere degli animali, e sugli interventi obbligatori di profilassi veterinaria nei canili pubblici“.

Viene però da chiedersi se il Comune non abbia pure il dovere di vigilare e nel caso segnalare. Secondo il Comune, però, “il titolare della gestione del Canile municipale, ha già trasmesso la segnalazione all’autorità competente in materia sanitaria“. Titolare, vocifera qualcuno a Cuneo, che forse non avrebbe avuto bisogno dell’intervento delle Guardie ANPANA per segnalare. Le condizioni di quel cane erano fin troppo evidenti, fermo restando il fatto che 146/10 è stato dato in adozione. Lo scandalo, è saltato fuori dopo. L’adozione, però, non rientrerebbe, stante la risposta pervenuta dal Comune, tra i compiti dell’ASL.

Ovviamente è attesa una risposta anche dall’ASL. Si vedrà.

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