cani cina III
GEAPRESS – Sono con l’acqua alla gola gli animalisti cinesi che nei giorni scorsi avevano provveduto al blocco di due camion carichi di cani, per i quali si sospetta l’invio ad un macello (vedi VIDEO e articolo GeaPress). La spedizione fermata nei pressi di Pechino, ha infatti avuto il nulla osta delle autorità per l’affidamento dei cani agli animalisti. Il trasporto, infatti, era irregolare e gli attivisti avevano altresì denunciato come alcuni cani fossero stati riconosciuti dai proprietari dopo la diffusione delle foto  sul web.

In altri termini, è forte il sospetto che siano stati rubati.

Le autorità hanno però imposto lo sgombero dei cani entro 24 ore a partire da ieri sera. Dunque gli animalisti hanno ormai poche ore per completare il  trasferimento dei 300 cani presso stalli temporanei o volenterosi del luogo che si sono resi disponibili ad ospitarli. Nonostante ciò i pareri sull’operato della polizia e delle autorità locali sono stati positivi. A detta degli animalisti vi sarebbe stata molta compassione nei confronti dei cani e tutti gli sforzi sarebbero stati concentrati per salvare il salvabile. Molti animali, infatti, sono stati trovati morti o debilitati. Alcuni di loro, erano inoltre affetti da cimurro. Alto è pertanto il rischio che la malattia sia stata facilmente veicolata.

Dallo scorso mese di agosto, gli animalisti cinesi hanno messo in atto una nuova strategia per contrastare tale commercio. Avvistato un camion in transito, viene subito lanciato l’allrme sul web e nel giro di poco tempo numerose macchine si dirigono nella zona al fine di bloccare il trasporto. La legge cinese non impedisce di alimentarsi con carne di cane, anche se, tengono a precisare gli stessi animalisti, questo uso è relegato ad alcune provincie della Cina. In altri termini, per molti cinesi il cane è un amico, non  cibo.

Allo stato attuale è possibile entrare in possesso dei cani se la spedizione risulta irregolare, ma per gli animalisti si tratta di una strategia per arrivare al definitivo bando.

Purtroppo ancora incerta è la situazione di altri 180 cani, bloccati nei pressi della città di Shenyang, capoluogo della provincia del Liaoning, nella Cina nord-orientale. I cani continuano ad essere tenuti presso un canile pubblico ed il trasportatore sostiene che trattasi di animali da riproduzione.

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