GEAPRESS – L’ASL aveva negato i documenti con una motivazione che potrebbe far pensare. Niente atti sulle convenzioni di accalappiamento stipulate con l’arcinoto canile di Cicerale (SA). Se ve li diamo, è perché volete sapere come operiamo.

Questa, in sintesi, la motivazione con la quale l’ASL di Salerno aveva rifiutato la richiesta di accesso atti, avanzata dalla sede di Salerno della Lega Nazionale per la Difesa del Cane (vedi articolo GeaPress). Dunque, sembrerebbe di potersi dire che all’ASL di Salerno tutto può chiedersi. Basta però non chiedere troppo, ovvero (generalizzato) sul loro operato. Solo che la Lega per la Difesa del Cane, voleva vedere i soli documenti relativi al servizio di accalappiamento cani.

La Lega per la Difesa del Cane, patrocinata dall’Avvocato Michele Capano, ha impugnato l’incredibile decisione, e il TAR Salerno gli ha dato ragione. Il ricorso, firmato da Antonella Centanni e Manuela Zambrano, Presidente e Consigliera della Lega per la Difesa del Cane di Salerno, è stato vinto e l’ASL dovrà ora rendere disponibili i documenti in suo possesso. Ovvero quelli relativi alle convenzioni che Cicerale ha continuato a fare con i Comuni di un ampio comprensorio.

Ci auguriamo – ha dichiarato Manuela Zambrano, Consigliere della sede salernitana della Lega per la Difesa del Cane – che questa sentenza segni l’ inizio di un più proficuo rapporto di collaborazione tra la Lega del Cane e l’ ASL“.

Secondo la Sentenza del TAR di Salerno “l’accalappiamento dei cani rappresenta un momento senz’altro critico, foriero di possibili danni alla salute fisica e psichica dell’animale“. Un momento critico che rientra, pertanto, tra i precisi obblighi statutari a tutela del benessere dei cani che la Lega per la Difesa del Cane si prefigge.

Dunque è certo , scrive il TAR, che “la stessa associazione abbia interesse a verificare la regolarità delle procedure di affidamento del servizio in oggetto, onde verificare l’affidabilità delle ditte aggiudicatarie, e di venire a conoscenza delle norme contrattuali, dettate dall’Azienda Sanitaria per regolare lo svolgimento del servizio in oggetto da parte delle medesime ditte“.

Il TAR, ha altresì sottolineato come debba riconoscersi alle Lega Difesa Cane “un’ampia facoltà di sorvegliare, in un’ottica ovviamente di collaborazione“, che è quello che chiedeva poi la Presidente della sezione di Salerno.

Non era nostra intenzione polemizzare con l’ASL – ha dichiarato a GeaPress Manuela Zambrano – anzi penso sia interesse comune potere collaborare e con tale spirito avevamo fatto la richiesta. Il nostro intento – ha aggiunto l’esponente animalista – è quello di aiutare le Pubbliche Amministrazioni a tenere alta la vigilanza su tutto quanto concerne la tutela dei cani, verificando l’ applicazione puntuale di tutto quanto previsto nella legislazione e nelle convenzioni stipulate dai privati con l’ ASL“.

L’impressione che si era però avuta, era quella di un ruolo che veniva sottovalutato, se non addirittura trattato con sufficienza, scambiando l’ esibizione di atti e documenti, ovvero lo scrupolo nel controllo sulla salute dei cani, per un tentativo di intralcio all’ attività amministrativa.

Il Tar di Salerno – ha concluso Maniela Zambrano – con una decisione “illuminata”, che rappresenta un precedente con cui ora bisognerà fare i conti, è dalla nostra parte“.

Cosi come ha concluso il TAR Salerno, la richiesta della Lega Difesa del cane non era un controllo generalizzato dell’operato dell’Amministrazione (come sostenuto dall’ASL) ma una specifica richiesta su un aspetto circoscritto agli obblighi statutari dell’Associazione. Ovvero il benessere da garantire ai cani.

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