GEAPRESS – Bloccato il servizio di accalappiamento dei cani randagi, eseguito dallo stesso gestore del famoso canile di Cicerale. A riferire della notizia è un articolo de La Padania, domani in edicola, a firma della giornalista Stefania Piazzo (a sinistra nella foto assieme alla dott.ssa Matassa del Ministero della Salute, il giorno della chiusura del canile di Cicerale).

Il furgone sarebbe stato bloccato dai NAS di Salerno diretti dal Capitano Walter Feniello. I Carabinieri avrebbero rilevato evidenti irregolarità, anche sotto l’aspetto autorizzatorio realtivo al trasporto degli animali. Il tutto in evidente contraddizione con le stesse gare d’appalto, di anno in anno indette dall’ASL territorialmente competente. 51 euro, più IVA, a cane accalappiato.

Nel furgone, al momento dell’intervento dei NAS, sono stati trovati sei cani, posti sotto sequestro ed affidati ad una Associazione locale. E dire che l’ASL, nei giorni scorsi, aveva rifiutato alla Lega Nazionale per la Difesa del Cane (vedi articolo GeaPress) l’accesso agli atti relativi proprio alle ultime gare.

Nell’articolo di Stefania Piazzo, sono inoltre rendicontati alcuni risvolti, finanche comici, che avrebbero riguardato un Veterinaio dell’ASL appena saputo dell’intervento dei Carabinieri.

La storia infinita del Canile di Cicerale, oggetto di provvedimento di chiusura da parte del Comune poi inficiato con un provvedimento del TAR, ha visto accendersi negli anni furiose polemiche, oltre che un procedimento penale tutt’ora in corso. Il gestore gestisce un altro canile a Torre Orsaia, nel salento, ed ha, inoltre, l’appalto sull’accalappiamento dei cani. Il tempo, e le inchieste, diranno chi aveva ragione, ma nel frattempo Cicerale è diventato quasi un sinonimo di gestione del randagismo. Il prelievo del cane senza che venga risolto il problema. In altri termini, una gestione … senza soluzione di continuità. 

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