GEAPRESS – Voglia o non voglia il suo gestore, ma Cicerale non è solo l’arcinoto canile convenzionato. Cicerale è ormai divenuto un modo di dire. E’ la gestione del randagismo italiano. La logica dei canili convenzionati che devono lavorare accalappiando per convenzione. I Comuni pagano, ma il randagismo è sempre lì. In strada.

Cicerale è in tal senso talmente noto che in molti si sono scordati che trattasi, pure, di un Comune del salernitano. Il Sindaco, tempo addietro, revocò le autorizzazioni al canile, determinandone così la chiusura (vedi articolo GeaPress). Il gestore, però, fece ricorso al TAR, ed ora tutto è pronto per ripartire. Molto altro, invece, non si è fermato neanche per pochi giorni. Lo stesso gestore, infatti, possiede altra struttura a Torre Orsaia, nel basso salento. Poi ha anche il servizio di accalappiamento, valido per l’intera provincia. I Comuni, in definitiva, anche se Cicerale-canile è chiuso, continuano a chiamarlo per l’accalappiamento. I randagi, vengono così consegnati ad altri convenzionati. Nulla cambierà, poi, se diventerà legge il nuovo testo che dovrebbe mandare in pensione la vecchia 281 sulla prevenzione del randagismo canino (vedi articolo GeaPress). Se, infatti, il cane randagio non è accudito, il Sindaco avrà l’obbligo di sbatterlo in un canile. La storia continua, dunque.

In attesa di tutto ciò, l’ASL Salerno ha continuato a confermare di anno in anno l’accalappiamento, ma se volete sapere come, perdete ogni speranza. L’ASL ha negato gli atti. Li aveva chiesti la Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Salerno, sperando di potere almeno vedere i disciplinari approvati dal 2008. Niente, e questa volta a ricorrere al TAR è proprio la sezione di Salerno della Lega per la Difesa del Cane, patrocinata dall’avvocato Michele Capano. Secondo l’ASL il diniego è motivato dal fatto la richiesta sarebbe “preordinata ad un controllo generale dell’operato delle pubbliche amministrazioni”. In pratica, secondo l’ASL che si vede controllata, la richiesta della Lega Difesa del Cane rientra nei casi di non accoglibilità.

Si tratta di una motivazione che non ci convince – dice a GeaPress Manuela Zambrano, Consigliere della Sezione di Salerno della Lega Nazionale per la Difesa del Cane – sembra quasi che l’ASL sia un nemico, ma non è nostra intenzione polemizzare, anzi, penso proprio che sul caso potremmo essere loro di aiuto“.

Questo, probabilmente, proprio a causa della particolare posizione del gestore al quale, però, le gare dell’ASL sembrano dare ragione. In che maniera, però, non è dato sapere.

Modi di fare che non piacciano alle Associazioni del comprensorio che proprio in coincidenza con la notizia dell’apertura di Cicerale, si sono riunite in Coordinamento. Realtà di diversa provenienza, ma tutte accomunate, dicono alla Lega Difesa del Cane, dall’ intento di affrontare definitivamente il problema di una struttura che e’ stata oggetto di diverse denunce per il maltrattamento dei cani. La stessa richiesta di atti, ora bocciata dall’ASL, nasce proprio dall’iniziativa dello stesso Coordinamento. Speriamo, allora, che l’unione faccia la forza, almeno quella della ragionevolezza e della trasparenza.

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