GEAPRESS – Cani avvelenati e cani scomparsi. In tutto una quindicina, tra i quali alcuni padronali. Prima Croce, Piano Pero, Carbonaro, tutte località nei pressi Cefalù (PA), lungo la strada che conduce a Gibilmanna. Un fatto inquietante che, tra gli abitanti del posto, sta avendo ripercussioni al limite della coesione sociale. Il sospetto, infatti, ha inquinato il clima di rilassante estate settembrina che si stava vivendo nei luoghi.

Chi ha avvelenato, non solo è andato a cercare il cane ma, in molti casi, ha avuto cura di eliminare la carcassa. Voci, supposizioni che con insistenza circolano nei luoghi ma che fino ad ora non hanno prodotto alcun nome. Di certo, non è stata trovata traccia delle polpette avvelenate. Qualcuno, cioè, deve aver somministrato il cibo tossico ad ogni singolo cane.

Chi sa, per ora, non vuole parlare. La Forestale, alla quale sono arrivate le segnalazioni, avrebbe assicurato che nei luoghi sono tutt’ora funzionanti delle camere sistemate dai servizi antincendio. Di certo, della quindicina dei cani, solo due sono stati rinvenuti nei pressi di Prima Croce. Sui corpi i segni dell’abbondante bavazione. Segno, questo, del tipo di veleno utilizzato. Una sostanza di sintesi per uso agricolo, forse a base di metaldeide.

A chi davano fastidio quei cani? Esclusa l’ipotesi dei pastori, rimane il dato di fatto. Qualcuno, quei cani, è andato a cercarli ad uno ad uno. I luoghi, infatti, distano anche alcuni chilometri e del veleno, nonostante le ricerche messe in atto dagli abitanti del posto, nessuna traccia. Anzi a non trovarsi sono gli stessi corpi dei poveri animali. Un’azione quasi maniacale, oppure finalizzata a fare scomparire, senza nulla mostrare, una operazione di “pulizia” dal randagismo.

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