GEAPRESS – E’ stata abbandonata con attorno una corda di plastica delle tapparelle. L’aguzzino le aveva fatto un “collare” a forma di cappio e più la cagnetta cercava di allontanarsi e più la plastica iniziava a stringere il collo. Non ci sarebbe voluto molto ad ucciderla. Ancor più facile dal momento in cui la pelle era ormai tutta rovinata e piagata. E chissà da quando, considerato che apparivano pure le bruciatura del sole (oltre che della malattia). Non solo, ma appena avvicinata la ciotola con l’acqua, la cagnetta ha iniziato a bere e sembrava non volere più smettere. Chissà da quanto tempo era legata all’albero.

Rossella Pezzella e le altre volontarie della LEDA (Associazione Lega per i Diritti Animali e dell’Ambiente) l’hanno chiamata Vittoria. Forse perché nello stato nella quale l’avevano ridotta è stata già una Vittoria trovarla in vita. Legata ad un cappio in corda di plastica a Varcaturo, in provincia di Caserta.

Impossibile capire se il cane è di razza, come altri soccorsi da Rossella che è anche Presidente e fondatrice della LEDA. “Non si capisce dove inizia e finisce il cane“, ci dice Rossella, con la grinta di chi ne ha viste tante senza scoraggiarsi. “Vittoria è stata trovata poche ore fa e ci siamo subito attivati per i soccorsi. Non vogliamo soldi per Vittoria, ma la speranza che una volta ristabilita, possa andare in adozione“.

Fatto impossibile? Assolutamente no, considerate altre storie che i volontari della LEDA hanno dovuto affrontare tra mille impedimenti che solo chi ha avuto a che fare con le emergenze di strada, può capire. Stamani, ad esempio, i volontari della LEDA hanno pure difficoltà a comunicare. Sapete perché? L’ennesimo incendio dei cumuli di immondizia che stanno sommergendo non solo Napoli, ha mandato in tilt una centralina telefonica.

I volontari si turnano in funzione degli orari lavorativi e si sono organizzati ad affrontare tutte le emergenze. Ora c’è Vittoria, afflitta e piagata. Ma c’è stato, lo scorso luglio, anche Lazzaro. Lui, barboncino da coccolare e poi gettare quando malato (come un prodotto difettato), aveva pure l’erlichiosi con valori altissimi.
E’ stato adottato e la voce di Rossella si trasforma con il tono della soddisfazione. “L’ho portato direttamente io nel luogo dell’adozione, ma il merito è dei volontari tutti“. Lazzaro, barboncino divenuto ormai costoso da badare, venne abbandonato nel bel mezzo del traffico di una strada ad alta frequentazione. Tra camion e autovetture che sfrecciavano veloci.

Cappottino, cagnetto da caccia, venne invece abbandonato ridotto pelle ed ossa, anzi: letteralmente con le ossa di fuori. E’ avvenuto nel febbraio 2010 quando la temperatura, nella provincia di Caserta, era sotto zero. Non capita spesso che ci sia così freddo, ma il suo padrone che ormai non voleva più badare a lui, non è stato a guardare il termometro. Un altro cane-oggetto, gettato in strada come un rifiuto. Un giocattolo che si è rotto.

Ora tutte le attenzioni sono puntate su Vittoria. Cane che, come dice Rossella, non si capisce dove inizia e dove finisce. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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