GEAPRESS – L’arcipelago di Capo Verde è distante ma con l’Europa ha molti caratteri in comune. 1000 chilometri di media al largo del Senegal, ma a Capo Verde la lingua ufficiale è il portoghese, mentre l’etnia che caratterizza l’arcipelago è quella creola, ovvero la fusione di gruppi di provenienza africana ed europea.

Poi i Veterinari italiani, portati da SIMABO l’associazione locale che opera sull’isola di SAO Vicente, hanno effettuato le sterilizzazioni di numerosi cani randagi. Poi i 10.000. Sono quelli soppressi ogni anno dalle autorità municipali. Randagi o padronali, poco importa. Basta che siano accalappiati in strada e non godano di una persona disposta a pagare le esose tasse richieste dalle autorità. Dopo tre giorni dalla cattura, se nessuno li richiede, arriva la mannaia, ovvero la stricnica la quale porterà la morte tra atroci sofferenze.

L’Associazione SIMABO aveva ottenuto dall’Unione Europea una sovvenzione sia per la sterilizzazioni dei randagi ma anche per le campagne di sensibilizzazione. Purtroppo le Autorità capoverdiane, denuncia l’OIPA, continuano a rifiutare ogni accordo ed il rischio è ora che la UE annulli il finanziamento.

Da Strasburgo, intanto, arriva il segnale deciso degli eurodeputati Andrea Zanoni (IdV) e Dan Jørgensen (danese, socialista) i quali hanno scritto a nome dell’Intergruppo Benessere degli Animali, presieduto dallo stesso Zanoni, alle autorità di Capo Verde per fermare le uccisioni di randagi.

I membri dell’Intergruppo trovano inaccettabili le misure di gestione attualmente in uso per i cani e gatti randagi – si legge nella lettera – Chiediamo quindi un intervento al fine di cessare immediatamente tutte le campagne di uccisione e di affrontare la questione in modo alternativo, seguendo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità”.

Nel corso dell’ultima riunione dell’intergruppo, tenutasi ieri, i deputati hanno fatto il punto sulle barbare uccisioni che da anni avvengono nell’isola dell’Atlantico. Edoardo Gandini dell’Oipa ha per questo portato la sua testimonianza all’attenzione degli eurodeputati che hanno quindi deciso di agire concretamente.

Le uccisioni di randagi devono finire oggi stesso – hanno dichiarato i due Europarlmentari – Capo Verde usi i fondi messi a disposizione dall’Ue senza sporcare ulteriormente le strade di sangue”.

Zanoni e Jørgensen esortano ora le autorità a sbloccare il progetto, a promuovere campagne educative e a favorire il raggiungimento di una legge sulla protezione degli animali in grado di tutelare anche gli animali randagi e di sanzionare ogni forma di crudeltà contro di loro.

E ora che anche fuori dall’Europa, a Capo Verde come in Ucraina, il randagismo si gestisca con metodi civili e senza bastoni e fucili – aggiunge Zanoni – E soprattutto l’Europa non può e non deve essere complice di queste barbarie”.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati

VEDI FOTO – TUTTE LE FOTO PUBBLICATE IN QUESTA PAGINA SONO DI PROPRIETÀ DI SIMABO. TUTTI I DIRITTI RISERVATI: