GEAPRESS – A Cattolica (RN)  manca il canile, il Comune della Regina non ha neppure una  convenzione per il recupero dei cani incidentati o vaganti. Unica in tutta la Regione, la Città romagnola non dispone di un canile nè in forma associata, non è neppure convenzionata con strutture degli altri comuni.
Non abbiamo risorse economiche” è la difesa dell’amministrazione comunale. Cattolica non ha risorse!

San Severo (FG) e Gravina di Puglia (BA), randagi e avvelenamenti, randagi e violenza umana,  l’emergenza randagismo e l’emergenza “violenza sui randagi” sono endemici. Endemico: diffuso, persistente, radicato!

Lecce, canile Lovely convenzionato col Comune, 279 cani, sequestro sanitario da parte dei NAS, manca l’autorizzazione sanitaria, sembra per una parziale inagibilità della struttura, manca il registro di carico e scarico dei medicinali, ed è stata ritrovata una  discreta quantità di cibo scaduto. 1.066 chilogrammi di alimenti mal conservati ed in parte anche scaduti. 148 confezioni di medicinali custoditi senza permesso, per un valore complessivo di 10mila euro. Irregolarità di carattere amministrativo.

L’ Assessore all’Igiene e Randagismo, dr.  Alfredo Pagliaro, si difende: “La struttura è vecchia e obsoleta e non era fornita di autorizzazione, né potrà essere mai esserlo in queste condizioni. Non mi sono mai assunto la responsabilità di rilasciarla – ha dichiarato – perché per farlo le strutture devono essere perfettamente funzionanti e rispondere a requisiti regionali molto tassativi e rigidi. Non me la sono sentita di spendere denaro pubblico per una struttura non di proprietà comunale”.

La giunta in carica ha ereditato la convenzione di comodato d’uso gratuito del rifugio, sottoscritta nel 2006. L’Assessore sostiene di aver tamponato la situazione in attesa del nuovo canile, che dovrebbe sorgere su un terreno confiscato alla mafia. 120mila euro, in quattro anni, la spesa per la manutenzione ordinaria e straordinaria. Oltre 200mila euro all’anno il costo della convenzione per la gestione versati alla Lupiae Servizi (affidataria della gestione), per la precisione 216mila rispettivamente nel 2008 e nel 2009, 15% in più nel 2010.  Non pochi i soldi, eppure non sono bastati per sopperire alle carenze igieniche e per l’acquisto di cibo fresco! Mah!

Sfratto per i cani di Li Gaddufi a  Sassari. 250 cani dovranno lasciare la struttura, c’è l’ordinanza del Sindaco, ma a Sassari, in una nuova struttura,  c’è posto solo per 130, gli altri verrebbero smistati presso altri centri di accoglienza dell’isola, anche molto distanti dalla Città. L’Associazione Amico Cane, che da anni si occupa di loro, ha lanciato un appello per l’adozione dei poveri randagi.

Intanto si è fatta avanti la Nuova Agri-cultura, un’azienda con sede in Toscana, ha già disponibili  a Campanedda  28 box,  a detta loro, usufruibili da 150 cani. In 60 giorni  costruirebbe altri 28 box sufficienti, sempre a loro dire,  ad ospitare tutti i cani.
L’amministratore delegato della Nuova Agri-cultura srl, ing. Giuseppe Vitiello, ha scritto al Sindaco perorando il trasferimento del primo gruppo di cani presso la propria struttura;  chiede un impegno formale dell’amministrazione comunale per il trasferimento del secondo gruppo di cani, a fronte di questo inizierebbe la costruzione dei nuovi box.
Il servizio per ora sarebbe offerto a costo “ridotto”, in attesa che la società realizzi l’impianto fotovoltaico, previsto nell’area del canile.  Ad impianto realizzato la società si farebbe carico del mantenimento dei randagi.

Ma il canile sorto a Campanedda è abusivo” – ribatte l’ Assessore all’Ambiente Monica Spanedda. Poi aggiunge: “Non possiamo ‘stipare’ 150 cani in 28 box“. Secondo le dichiarazioni dell’Assessore,  è la società “Agri-cultura” che  non avrebbe mai chiesto   le autorizzazioni previste per la realizzazione del canile, non è, quindi,  il Comune a negargliele. I randagi sardi debbono pagare sulla loro pelle colpe non loro.

Forio d’Ischia (NA), traffico di animali con l’Europa, sette rinvii  a giudizio.
Per il 28 aprile prossimo è fissata l’udienza preliminare a carico di sette imputati, tra questi anche i funzionari della ASL Napoli 2 Nord. Si tratta di  presunti traffici illeciti tra i cani di Ischia ed il Nord Europa. Sotto accusa la gestione del canile ‘Ernst’ di Forio in località Monte di Panza.

I sostituti PM Gargiulo e Sirleo, che hanno condotto le indagini con intercettazioni telefoniche e rogatorie internazionali, contestano diversi reati: maltrattamento di animali, falsità ideologica e materiale, associazione a delinquere finalizzata all’illecito traffico di esseri senzienti.
I veterinari della ASL di Ischia avrebbero avallato le false richieste di adozione dei randagi, attribuite ad una pensionata tedesca, che invece è cittadina austriaca.

Ahi, ahi, ahi … i Canili d’Italia!
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